Home Cronaca Anzio, dopo le bombe d’acqua inizia la conta dei danni. Lavinio in...

Anzio, dopo le bombe d’acqua inizia la conta dei danni. Lavinio in lacrime

7918
0
Lavinio

Dopo il violentissimo temporale con raffiche di vento che si è abbattuto ieri sul litorale che ha distrutto numerosi stabilimenti balneari e allagato scantinati, strade e abitazioni private, è iniziata stamattina la conta dei danni. Ingenti, su tutto il territorio.

A partire dalla riserva di Tor Caldara dove, come testimoniano le foto che ci ha inviato un lettore, la sede stradale della parte terminale di via dei Lillà risulta completamente divelta. L’acqua – vere e proprie bombe d’acqua che si sono abbattute intorno al’ora di pranzo – si è incanalata in tutta la via, scavando lo scolo a mare confinante con lo stabilimento L’approdo. C’è da sperare che non ricominci a piovere copiosamente come ieri, perché c’è il rischio di ulteriori crolli.

Distrutti dalla furia del vento e dell’acqua, oltre al Jolly Lido e alla Capannina dove il maltempo ha scoperchiato le cabine e buttato giù diverse attrezzature della spiaggia, oggi si ha notizia di ingenti danni anche in altri stabilimenti balneari: all’Atollo semi distrutta la zona ristorante, cabine divelte e attrezzature finite incredibilmente sul tetto della struttura bar. Alle Palme – dove c’è stato l’epicentro della tromba d’aria – la situazione non è migliore: staccionata sradicata e attrezzature volate vie. Un vero pianto per chi osserva da vicino lo spettacolo lasciato dalla furia della natura. “Ci vorrà tempo e soldi per sistemare tutto, la stagione poteva finire meglio… ” commentano demoralizzati i gestori delle strutture che sono state colpite dal maltempo e che ora si augurano non ci sia una nuova ondata di maltempo. Danni incalcolabili anche alla Lucciola, al Faraone e Bagni Stella., dove un vero e proprio fiume d’acqua si è riversato a mare: “Mai vista una cosa del genere!

Intanto a spasso, tra le strade e i rami d’albero caduti, anche mucchi e mucchi di immondizia che dalle discariche a cielo aperto sono stati spinti dall’acqua lungo le carreggiate.