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Violenza contro una 16enne di Anzio, telefono scatena l’ira del fidanzato che la pesta. Arrestato dalla Polizia

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Violenza

E’ nato tutto a causa di un telefonino che lei voleva acquistare, ma lui – il suo fidanzatino – non voleva perché, a quanto pare, voleva regalarglielo lui. Il risultato è stato un vero e proprio pestaggio avvenuto nel parcheggio del palazzetto dello sport di Santa Barbara, a Nettuno: calci, pugni e chissà cos’altro tanto da ridurre la ragazza, minorenne, allo stremo delle forze lasciata abbandonata sul selciato.

La terribile avventura, che conferma che gli episodi di violenza contro le donne si stanno moltiplicando anche tra i giovanissimi, ha visto vittima una ragazza di Anzio di 16 anni che fino a poco tempo era fidanzata con il suo aggressore, un 19enne di Ardea, lasciato proprio perché manesco. Nonostante si fossero però lasciati, lui aveva continuato a chiamarla e, a quanto pare, a gestire la vita della ex, che chiameremo Veronica. Quest’ultima lunedì pomeriggio, nonostante la contrarietà dell’altro, si era recata in un negozio di Aprilia 2 ad acquistare un nuovo telefono cellulare. Ma non aveva fatto i conti con l’ira del suo ex fidanzato che, evidentemente, non ha gradito l’acquisto senza il suo permesso. Nascondendo le sue vere intenzioni, il diciannovenne ha quindi dato appuntamento a Veronica presso il piazzale del palazzetto e ha iniziato a malmenarla. Nonostante le urla, lui ha proseguito a darle calci e pugni e, quando si è ritenuto soddisfatto del massacro, l’ha abbandonata a terra, sanguinante e dolorante, e le ha preso il telefono, scappando senza ritegno alcuno. Le grida della giovane per fortuna hanno richiamato i responsabili di una delle associazioni sportive presenti al Palazzetto che hanno prontamente segnalato il fatto. Sul posto in pochi minuti è giunta una volante del Commissariato di Polizia; dopo aver richiesto l’intervento di un’ambulanza del 118 che ha trasportato Veronica al pronto soccorso, gli agenti si sono messi sulle tracce dell’aggressore, individuato poco dopo nei pressi della stazione ferroviaria di Nettuno. Alla vista dei poliziotti, ha tentato la fuga ma è stato braccato e arrestato con le accuse di percosse e rapina del telefonino che gli è stato trovato addosso. Questa mattina il 19enne è stato giudicato con rito per direttissima dal tribunale di Velletri; incensurato è stato sottoposto all’obbligo di firma presso i carabinieri di Ardea.

La sedicenne, raggiunta dalla mamma in ospedale poco dopo, ha sporto formale denuncia ed ha avuto 10 giorni di prognosi. Oltre alle ferite, ci vorrà tempo per dimenticare questa brutta avventura.