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Nettuno, processo parcometri: assolti Gianluca Faraone e Carmine Capuano

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Il Tribunale Penale di Velletri ha assolto oggi il dirigente del comune di Nettuno Gianluca Faraone, ex dirigente dell’area economico-finanziaria, e Carmine Capuano, ex responsabile del procedimento Ufficio demanio, entrambi difesi dal legale Ciro Palumbo dall’accusa di falso ideologico relativamente ad una determina di affidamento diretto dei parcometri datata dicembre 2009.

L’indagine era stata condotta dal nucleo amministrazione della Guardia di Finanza di Nettuno che aveva ravvisato un presunto falso nell’atto amministrativo che affidava il servizio parcometri direttamente a Telecom Italia senza essere andati a gara.

 “Ci sono voluti sette anni – spiega l’avvocato Palumbo – per appurare che si è trattato di un uso improprio della parola ‘indagine’ di mercato che stava solo a significare ‘ricerca’, attestata dai preventivi allegati.  Il Tribunale ha constatato l’assenza di ogni elemento soggettivo e oggettivo del reato e la sua insussistenza, assolvendo gli imputati con formula piena”. E’ ancora il legale a ricordare che nel 2009 la Poseidon aveva condotto una ricerca di mercato per ottenere un’offerta al fine di ottemperare urgentemente al vuoto creatosi dal fatto che, cessato il rapporto con Promur srl, questa avesse sradicato dal suolo i parcometri. L’avvocato difensore, raggiunto telefonicamente, si ritiene parzialmente soddisfatto: “La vera pena non è la condanna, ma il processo ingiusto subito, il tempo trascorso di indagini già evidentemente non fondate, la divulgazione nella pubblica opinione di una distorta immagine delle persone che, pur competenti e capaci e non ‘delinquenti’, sono state sbattute sui giornali, con spregio della dignità e reputazione, esistenziale e professionale, tutte sofferenze inflitte ingiustamente: ad esempio, uno dei miei assistiti è notoriamente un cardiopatico grave; in questi anni ha sofferto, come l’altro, la vicenda processuale, ha aggiunto altri by-pass a quelli che aveva e tanto altro. Mi chiedo e lascio aperta la domanda: tutto questo si poteva evitare? La legge non potrà mai colmare quanto perduto, ormai andato; solo una qualche giustizia qui e là latente, giunge talvolta ad alleviare”.