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Sono passati 25 anni, una generazione. Era l’11 gennaio del 1992 quando il Granchio uscì nelle edicole di Anzio e Nettuno. All’epoca con altri colleghi giornalisti (ossia Claudio Pelagallo, Giovanna Consolo, Giovanni Del Giaccio, Elvira Proia e Nino Visalli che insieme al sottoscritto hanno fatto parte del gruppo dei soci fondatori) venivamo dall’esperienza con un periodico mensile, “Primapagina”. Poi l’intuizione di Roberto Giomo, allora presidente dell’Associazione commercianti di Anzio, ci spinse ad abbracciare l’avventura del settimanale. Non ci pensammo troppo, prevalse l’istinto di buttarci in un’avventura editoriale nuova e stimolante. Fondammo la cooperativa editoriale e con un pizzico di incoscienza partimmo in questa avventura. E da allora non ci siamo più fermati. Per 25 anni siamo stati in edicola tutte le settimane. E questo è stato possibile perché mai, e dico mai, il Granchio è stato al servizio della politica o delle lobbies locali. Siamo e continueremo a essere sempre dalla parte dei lettori che continuano a essere il nostro punto di riferimento: lo hanno sempre capito e ci hanno sostenuto acquistando regolarmente il settimanale in edicola. Diversamente non avremmo attraversato cinque lustri. E ci fa sorridere quando, ancora oggi, veniamo accostati a questa o quella forza politica. In realtà abbiamo sempre seguito con attenzione le varie esperienze dei sindaci che in questi 25 anni si sono succeduti alla guida di Anzio e Nettuno, dando ad ognuno di loro il giusto credito, salvo poi – come purtroppo accaduto – dover rivedere i giudizi iniziali. Ma nei nostri 25 anni di informazione abbiamo raccontato non solo la politica, ma anche la cronaca, la cultura, lo sport, il tempo libero. Insomma abbiamo dato voce a tanti target che fino al 1992 erano praticamente ignorati dalla stampa locale. E ancora oggi per tante realtà continuiamo a essere punto di riferimento settimanale. Una cooperativa, un’impresa che negli anni ha creato posti di lavoro, ha fatto scrivere decine e decine di ragazzi alcuni dei quali sono diventati giornalisti professionisti, e questo per noi è motivo di profondo orgoglio.

Nell’inserto del numero in edicola abbiamo voluto ripercorrere gli ultimi 25 anni con le notizie più importanti e curiose che hanno accompagnato la crescita delle nostre città. E in questa carrellata si può verificare come la qualità della vita di Anzio e Nettuno sia notevolmente migliorata e anche la loro crescita. Basta andarsi a rileggere la storia della cronaca nera dal 1992 e il 1996. Anni terribili nei quali la criminalità era scatenata con omicidi di mafia e camorra, attentati dinamitardi, arresti in serie di trafficanti internazionali di cocaina. Abbiamo seguito il passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica del dopo “Tangentopoli”, con l’elezione diretta dei sindaci che, in realtà, non ha mai fatto perdere il vizio alla politica di aprire crisi al buio: la prova che dal 1995 sia Anzio che Nettuno hanno subito due scioglimenti anticipati del consiglio comunale con relativi commissariamenti.

Se andiamo a scorrere la storia di Anzio non si può non notare importanti interventi che hanno mutato in meglio il volto della città: la ristrutturazione di Villa Sarsina, il Museo archeologico di Villa Adele, il parco di Villa Adele, il parco Archeologico della Villa Imperiale, la nuova Capitaneria di Porto e il nuovo Commissariato di Polizia ad Anzio2. Tutti interventi importanti che guardano al turismo, ma che, incredibilmente, rischiano di essere vanificati dall’insensato progetto delle centrali  biogas – è storia di questi mesi – che, oltre a nuocere alla salute dei cittadini, sono l’antitesi di una illuminata  politica turistica. Dopo 25 anni resta ancora al “palo” il nuovo porto di Anzio alla quale come giornale avevano creduto, è stato approvato il nuovo piano regolatore cittadino che ha trasformato la città in “villettopoli”, mentre resta incompiuto il palazzetto dello sport di Anzio 2.

Nettuno è cresciuta molto meno: segnaliamo la riqualificazione del Forte Sangallo da parte della Giunta guidata da Carlo Conte nel 1995, il risanamento del Borgo medievale, qualche rotonda, la camminata alle spalle del Santuario. Di negativo le opere ancora oggi incompiute: la piscina al Parco Loricina, il teatro alle Vele e la ferita del parcheggio mancato di piazzale Berlinguer, operazione sciatta e scellerata della seconda Giunta Chiavetta. Una città amministrata negli anni dal centrodestra e poi dal centrosinistra che non sono state in grado di indicare una via di sviluppo della città. Ora al Governo cittadino c’è il movimento 5 Stelle. Una novità assoluta nel panorama politico locale che ha spiazzato i partiti tradizionali. Vedremo.

In conclusione non possiamo non ricordare gli amici che sono partiti con noi in questa bella avventura e che, purtroppo, il destino ci ha portato via: il nostro primo grafico l’infaticabile Sergio Moscatelli, l’ingegner Guglielmo Natalini che fu tra i soci fondatori della cooperativa, Eugenio Mingiacchi, imprenditore illuminato come pochi, che nei momenti di difficoltà della cooperativa è stato sempre prodigo di preziosi consigli.

E in conclusione i ringraziamenti infiniti a chi ancora oggi tiene la barra dritta della redazione del Granchio: Elvira, Walter, Paolo, Davide, Emanuele, Nino, Domenico, Katia, Mirko, Eleonora, Vanessa, Virginia, Teresa, Cristiano, Marina, Rosanna, Gigi, tutti gli altri collaboratori che continuano a darci una mano, ai nostri affezionati lettori e a coloro che continuano a credere in questo progetto.

Auguri Granchio!