Home Cronaca Anzio Omicidio Francesco Pennacchi: 30 anni al suo assassino. “Pena esemplare”

Omicidio Francesco Pennacchi: 30 anni al suo assassino. “Pena esemplare”

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Trent’anni di reclusione. E’ arrivata poco fa, dopo quattro ore di camera di consiglio, l’attesissima sentenza per l’omicidio di Francesco Maria Pennacchi, il trentaduenne la cui famiglia è originaria di Anzio ma residente a Velletri da diverso tempo, ucciso con una maledetta coltellata al petto la sera del 27 novembre del 2015, inferta senza pietà da Lorenc Prifti, fornaio quarantatreenne di origini albanesi, sul pianerottolo del suo ufficio. “Abbiamo creduto nella giustizia e continueremo a farlo – commenta a caldo Roberto Maria, fratello di Francesco – nonostante il rito abbreviato abbiamo ottenuto per l’assassino di mio fratello il massimo della pena. Anche se Francesco non tornerà più”.

Nell’udienza del 28 ottobre il Pubblico Ministero Giuseppina Corinaldesi aveva descritto minuziosamente il caso e chiesto l’ergastolo per l’assassino di Pennacchi senza le attenuanti generiche che nel caso del rito abbreviato corrisponde, appunto, a 30 anni. Il legale della mamma del povero Francesco, Giulia Bongiorno, oltre ai futili motivi aveva chiesto che a Prifti fosse riconosciuta anche la premeditazione; in realtà nell’udienza di oggi di questo non è stato tenuto conto, ma 30 anni rappresentano comunque il massimo della pena per un procedimento con rito abbreviato. I tragici momenti che hanno messo la parola fine alla vita di Francesco Pennacchi, sono stati ricostruiti lunedì della scorsa settimana durante la trasmissione di Rete 4 “Quinta colonna” da Isabella De Ninno, la mamma del commercialista che non ha smesso un solo minuto di combattere per avere giustizia. “Francesco era un ragazzo unico, un cittadino modello e il figlio che tutti avrebbero voluto avere; faceva tre lavori e, grazie anche al suo incarico di arbitro in serie A, sapeva mediare, sempre. Era andato in ufficio per spedire una mail. Senza un motivo è stato ucciso da quella bestia.  Io sono condannata a vivere per sempre in un ergastolo di dolore e Francesco non uscirà più dalla sua tomba”.