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Mafia e legalità nel convegno all’Emanuela Loi

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Si è svolto questa mattina alle 11 il convegno che è stato organizzato presso l’istituto scolastico di Nettuno Emanuela Loi dove si è discusso della mafia e dei crimini che sono stati commessi nel corso della storia dagli uomini che ne fecero parte.  All’evento erano presenti il giornalista del Messaggero Giovanni del Giaccio, il coordinatore di Giovani senza Mafia Giancarlo Calderaro, il membro dell’associazione Coordinamento Antimafia Anzio Nettuno Edoardo Levantini, la giornalista Angela Iantosca e il membro dell’Associazione Caponetto Piergiorgio Busato.  L’obiettivo dell’evento è stato quello di raccontare ai ragazzi del grave fenomeno della mafia che si è radicato nel corso negli anni non solo in tutto il territorio locale ma anche nazionale, ma al tempo stesso si è voluto rimarcare quei valori di legalità, giustizia e democrazia che devono essere intesi come il pilastro cardine per abbattere le atrocità e le ingiustizie compiute da persone che hanno fatto parte di associazioni malavitose. Il termine mafia va ad intendere quell’organizzazione criminosa clandestina che, nata in Sicilia nel secolo XIX sotto il governo borbonico, si è diffusa  poi in tutta la nazione ed a lungo ha esercitato il controllo su certe attività economiche e su traffici illeciti come  appalti, traffico di stupefacenti, di armi ecc. La mafia ha assunto nel tempo un potere che ha condizionato la libertà dei cittadini e il regolare andamento delle funzioni pubbliche ed è retta dalla legge dell’omertà e del silenzio e si serve di metodi di intimidazione e di repressione violenta e spietata. Note sono state le operazioni ” Tridente” e “San Valentino”  che hanno portato le forze dell’ordine e la Guardia di Finanza a bloccare i traffici di droga e che hanno visto il coinvolgimento di personaggi della malavita che erano riusciti ad ottenere dei profitti da questi giri illeciti. I relatori hanno cercato di spiegare ai ragazzi dell’importanza di questi incontri e della necessità di educare le generazioni future alla legalità, è proprio partendo da questa base che si potranno ottenere importanti risultati contro un cancro che da troppo tempo si è radicato nel nostro territorio. La scuola dove è avvenuto il dibattito non è una qualunque ma porta il nome di Emanuela Loi, agente di polizia morta nella strage di via D’Amelio dove perse la vita anche il magistrato Paolo Borsellino. Durante l’intervento inoltre si è più volte pronunciata la frase di falconiana memoria :”la mafia non é affatto invincibile. É un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che é un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori”.