Sono pronti a scioperare nella prima data possibile i lavoratori Ipi di Nettuno. A farsi portavoce del malcontento degli operatori è la Cisl che spiega come il motivo dello stato di agitazione sia dovuto al mancato ricevimento della retribuzione maturata per il lavoro svolto nel mese di ottobre 2016. A causare il ritardo nel pagamento da parte della società, che gestisce la raccolta dei rifiuti nella città del tridente, è stata involontariamente la scelta del sindaco Angelo Casto di rispettare quanto previsto dal Capitolato d’Appalto e non pagare più l’Ipi a vista ma a 90 giorni dalla fattura. In questo modo, viste le critiche condizioni economiche in cui si trova la società, a causa della cattiva gestione del proprietario Deodati, che nel periodo compreso tra gennaio ed agosto 2016 svuotò il conto anticipi, dedicato a Nettuno, di quasi un milione di euro, il commissario straordinario prefettizio  Mario Moriconi si trova impossibilitato a pagare lo stipendio mensile ai dipendenti. Alla possibilità dello sciopero dei lavoratori si aggiunge dunque anche il rischio fallimento a cui sarà costretto a procedere il Commissario ai sensi dell’articolo 6 della Legge Fallimentare per tutelare gli interessi del personale. La situazione potrebbe cambiare solo se durante l’assemblea dei soci, convocata per il 21 novembre alle 10, a cui prenderanno parte anche l’ente comunale e i sindacati, verrà trovata una soluzione alla grave crisi finanziaria in atto.