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Anzio, il Comune come ufficio collocamento è pronto a “riassumere” ex dirigente andato in pensione

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Corsa contro il tempo dell’amministrazione comunale di Anzio per riassumere l’ex dirigente dell’Area economico-finanziaria andato in pensione il 1 settembre scorso. In settimana è infatti arrivata una nota dell’Inps nella quale si comunica che i calcoli sarebbero sbagliati e che quel dirigente avrebbe dovuto restare in servizio altri otto mesi. A fronte di questa nota l’ex dirigente invece di presentare ricorso, ha chiesto al Comune di essere reintegrato. E il Comune ha risposto presente: è stata infatti predisposta una delibera di Giunta – non ancora approvata, al momento – che prevede la riassunzione e, contestualmente, la rescissione del contratto a tempo determinato con il dirigente dell’Area economico-finanziaria che era stato assunto con avviso pubblico per sostituire proprio la figura apicale andata in pensione. Un’operazione incredibile che ha già il nulla osta della segretaria comunale Marina Inches.

L’argomento è stato oggetto di un’infuocata riunione di maggioranza durante la quale almeno tre assessori hanno manifestato le loro perplessità su questo tipo di procedura che, caso mai avvenuto, concede alla Giunta comunale poteri di assunzione diretta. Un caso senza precedenti che, se confermato, oltre che chiaramente illegittimo, farebbe giurisprudenza. “Ho l’impressione che l’amministrazione comunale su questa storia stia andando allegramente e irresponsabilmente in faccia agli scogli – spiega con una battuta Paride Tulli, segretario cittadino del Psdi – L’articolo 6 del decreto legge 90 del 2014 vieta chiaramente ai Comuni la riassunzione di dirigenti andati in pensione, come in questo caso. Non c’è interpretazione. Se sono sbagliati i conteggi della pensione, la persona interessata deve semplicemente presentare ricorso e non chiedere di essere riassunta. Se questa assunzione dovesse passare rappresenterebbe tra l’altro un chiaro danno erariale del quale il sindaco e la Giunta si dovranno assumere la responsabilità. Siamo pronti a segnalare questa storia alla Corte dei Conti e all’anticorruzione”.