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Porto, il Pd chiede il quadro economico della Capo d’Anzio

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Mingiacchi: “Ricorrere al sistema bancario nazionale”. Giovedì prossimo la riunione del Cda della società

Il Partito Democratico di Anzio interviene sul porto dopo la conferenza dei capigruppo tenuta ormai due settimane fa, che ha visto la partecipazione di Renato Marconi, titolare della Marinedi, il socio privato della Capo d’Anzio, la società titolare a maggioranza del Comune di Anzio titolare della concessione demaniale sull’area portuale e che deve realizzare i lavori nel vecchio bacino e l’ampliamento dell’infrastruttura. “Abbiamo apprezzato, che dopo tante sollecitazioni, abbiate convocato la riunione in oggetto – scrive in una nota il capogruppo del Pd Andrea Mingiacchi – con la presenza del socio di minoranza ing. Marconi, per cominciare a fare chiarezza sul progetto di realizzazione del nuovo porto. Abbiamo appreso che i capitali relativi alla prima fase dei lavori dovrebbero essere reperiti tramite un fondo di ‘rito Maltese’ di riferimento del socio privato, e che lo stesso pone il problema dell’eliminazione del contenzioso in essere sulle quote societarie”. Il Pd apprezza la riunione ma avanza altre richieste per fare piena chiarezza sulla situazione economica della Capo d’Anzio. “La prima richiesta che vi facciamo – continua la nota – è quella di avere una completa conoscenza dello stato economico della Capo d’Anzio (situazione di periodo), rinveniente dagli affitti ed in particolare dalle contrattualizzazioni dei posti barca già in essere; il piano industriale aggiornato, completo delle perizie di valutazione della società e la proposta, illustrata dal socio ‘Marinedi’, circa la modalità di approvvigionamento dei capitali necessari alla realizzazione dell’opera. A fronte di ciò riteniamo che la provvista di capitale necessaria si possa realizzare ricorrendo al sistema bancario nazionale, alla luce del mutato quadro finanziario della Capo d’Anzio”. Giovedì 22 settembre è in programma a Roma una riunione del Cda della Capo d’Anzio, che tratterà tra l’altro del piano di razionalizzazione della società, in particolare delle modalità di rientro dei debiti pregressi. Dovrebbe anche essere approvato l’avvio di un sondaggio fra gli istituti di finanziamento pubblici, proprio per vedere se la Capo d’Anzio può usufruire di questi canali per reperire la liquidità necessaria a finanziare i lavori nel bacino attuale.