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Acqualatina, salvo il bilancio ma Nettuno continua la battaglia per arrivare alla riappropriazione delle quote

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Come annunciato si è svolta ieri l’attesa assemblea dei soci di Acqualatina per approvare il bilancio consuntivo che, nonostante le polemiche, è stato approvato con il 60% dei voti, di cui il 49% appartenente al socio privato; il resto dei voti favorevoli è arrivato dai Comuni di centrodestra del sud pontino.

Così dopo l’assemblea del 25 luglio, durante la quale la votazione sul bilancio 2015 è saltata per mancanza del numero legale, ieri lo strumento finanziario è stato fatto salvo. Durante la riunione, dopo la richiesta del cambio di management del CDA da parte dei Comuni guidati dal Pd e l’abbandono dell’aula da parte del sindaco di Latina, è stato il il sindaco di Nettuno Angelo Casto, ad esprimere la ferma intenzione di voto contrario, con approfondita motivazione tecnica,  e poi sincerandosi del numero legale per la votazione ha abbandonato l’assemblea, esprimendo al contempo vicinanza ai sindaci in mano a Depfa Bank. E’ infatti utile ricordare che alcuni Comuni compresi Latina, Terracina ed altri si trovano nella condizione di aver sottoscritto in tempi passati un atto di pegno per le proprie quote societarie con la Depfa Bank di Dublino e che quindi può esercitare le proprie prerogative per tutelare i propri interessi. In sostanza se il bilancio non fosse stato approvato la stessa banca avrebbe potuto commissariare i Comuni con pegno potendosi a loro sostituire come previsto dall’atto di pegno firmato nel 2008. “Scongiurato al momento il pericolo che la grande finanza delle banche possa sostituirsi in via definitiva ai comuni dell’ATO4 grazie a molte precedenti amministrazioni comunali, Nettuno, in coerenza con il proprio mandato politico si rende, disponibile da subito per studiare insieme ai comuni gravati da pegno e anche quelli senza pegno, le necessarie strategie per un vero e reale percorso di ripubblicizzazione dell’acqua, ed in tal senso siamo già avanti avendo già approfondito alcune chiavi giuridiche importanti per raggiungere un obiettivo straordinario” ha affermato Casto.

Al punto due (scelta delle società di revisione dei bilanci) abbiamo chiesto subito la parola chiedendo spiegazioni sulle procedure di affidamento esprimendo perplessità sulla richiesta di voto per due società sottoposte al vaglio dell’assemblea. Al punto 3 (documento dei sindaci), nel quale si chiedevano anche le dimissioni del CDA, il socio privato – forte del suo 49% di quote azionarie, è uscita invalidando la seduta per mancanza di quorum. Quindi Nettuno ha preso atto che non sussiste più il rapporto fiduciale con il partner privato, e studierà – su tutti i fronti, come già in essere – il sistema di riappropriazione delle prerogative pubbliche, tra i quali è in calendario l’approfondimento delle norme statutari“.