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Biogas, i cittadini affiancano il Comitato: “Firme, manifestazione e denunce. Siamo pronti a tutto”

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Molto partecipata la riunione di sabato scorso alla quale hanno preso parte, tra gli altri, anche gli imprenditori di via della Spadellata, l’assessore Nolfi e le forze politiche. Rifondazione: “Il Sindaco metta in atto tutto ciò che è in suo potere per tutelare la salute dei suoi cittadini”

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Non si ferma, anzi si fa via via più graffiante, l’attività del Comitato Anzio No biogas che sabato pomeriggio ha incontrato i cittadini di Sacida, il quartiere anziate dove potrebbero sorgere due centrali per il trattamento dei rifiuti e produzione di biometano. Buona la partecipazione dei residenti che hanno posto numerose domande finalizzate a fare chiarezza sulla vicenda degli impianti e sollecitato i volontari del Comitato a mettere in atto ogni iniziativa, anche sul piano giudiziario, per scongiurarne la costruzione. Alla seduta, oltre alla maggior parte delle forze politiche locali che senza distinzioni di colori, stanno supportando il “no” al biometano e ad una rappresentanza degli imprenditori agro-alimentari della zona, ha preso parte anche Laura Nolfi, assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, fautrice del ricorso al Tar contro la centrale di via della Spadellata, che ha ribadito la sua ferma contrarietà alla realizzazione delle biogas sul territorio, soprattutto nelle vicinanze della scuola materna ed elementare di Sacida. E proprio nel parcheggio del plesso si è svolto l’incontro. “Il Comitato, con il supporto e la collaborazione dei cittadini, si impegna a portare avanti ogni iniziativa contro le biogas e a riprendere l’attività burocratica che era stata interrotta. I cittadini – riferisce la portavoce Maria Teresa Russoci hanno chiesto di andare avanti, di non mollare e di utilizzare le firme raccolte anche presso le sedi giudiziarie. Non solo sono tutti d’accordo nell’organizzare una grande manifestazione pubblica, a breve diffonderemo tutti i particolari e le date dei nuovi incontri nei quartieri”.  Soddisfazione per il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dal Comitato, a dimostrazione che la battaglia contro le centrali di Sacida non hanno colori politici, è stata espressa da Rifondazione comunista. “Il ricorso al Tar è stato gesto insufficiente rispetto alla gravità del problema, che non prefigura, secondo noi, una svolta nella politica ambientale di Anzio – scrive il circolo Che Guevara locale – La Regione Lazio deve effettuare un vero piano dei rifiuti che ne permetta la corretta gestione pubblica, mentre l’amministrazione comunale ha il dovere di tutelare la salute dei suoi cittadini e deve permettere che questi ultimi possano decidere su questioni così rilevanti per la loro stessa sopravvivenza: non può calare dall’alto certe decisioni in barba ai diritti di autodeterminazione della comunità”.