Tanto perché in Giunta si era tornati ai baci e agli abbracci e giusto per non farci mancare nulla nonostante il buon risultato di ieri in Conferenza dei servizi sulla vicenda del biogas, ecco che stamattina il panorama politico di Anzio si è fatto ulteriormente più torbido. L’ultimo attacco, dritto dritto verso l’assessore all’Ambiente all’Ambiente Patrizio Placidi, arriva da Sebastiano Attoni. Solitamente taciturno, impegnato nel suo lavoro, che ha sorpreso un po’ tutti con la nota stampa di stamattina. Una nota che segue di pochi giorni l’incontro che Placidi ha organizzato con alcuni giornalisti locali, ai quali non ha nascosto la sua intenzione di candidarsi a Sindaco nella prossima tornata elettorale. Non era comunque un segreto per nessuno che il delegato all’Ambiente puntasse allo scranno più alto per la guida della città; già in altre occasioni aveva dichiarato di volersi candidare per la lista Enea, da lui stesso fondata; almeno in  questo non si capisce dove stia la novità.

Fatto sta che l’aria in Giunta era già di per sé pesante – non si sono ancora sopiti gli attacchi alle Assessore Cafà e Nolfi – oggi è diventata irrespirabile. “E’ opportuno precisare che, annunciare oggi auto-candidature a Sindaco e leadership del centrodestra, appare prematuro e poco rispettoso nei confronti del Sindaco, Luciano Bruschini, che insieme alla Giunta, ai gruppi consiliari e a tutte le componenti che si riconoscono nel centrodestra anziate, avrà la responsabilità politica di tracciare il percorso in vista delle elezioni amministrative del 2018 – si legge nel comunicato di Attoni – Allo stesso tempo è necessario che la Giunta, la maggioranza e le forze politiche del centrodestra, a due anni dalla conclusione della consiliatura, mettano in campo tutte le iniziative possibili per dare risposte alla cittadinanza che non è interessata a dichiarazioni lontane anni luce dalle problematiche di tutti i giorni. E’ legittimo che l’Assessore annunci la sua candidatura a Sindaco per la Lista Enea, ma non è corretto candidarsi alla guida di una coalizione che, all’insegna dl confronto e del dialogo, deciderà da chi essere rappresentata. Tutte le forze che si riconoscono nel centrodestra, al contrario di quanto sta accadendo a livello nazionale, hanno la responsabilità di dar vita ad una piattaforma programmatica comune per una ritrovata unità di quello che per anni è stato identificato come “il modello Anzio“.