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Lavinio No Biogas: “La centrale di Padiglione non si farà”

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Si sono espressi senza troppi giri di parole i membri del comitato Lavinio No Biogas, che si battono per impedire la costruzione dei due siti a biometano sul territorio anziate. Dopo le numerose polemiche relative alla sua formazione – precedente a quella del primo gruppo Anzio No Biogas e per molti versi non proprio sensatissima – il collettivo ha abbandonato la strada dei dissidi, e sta cercando di muoversi su un binario parallelo sottolineando, quotidianamente e con l’ausilio di figure amministrative, gli eventuali problemi che i due impianti porterebbero alla città neroniana e le ipotesi che potrebbero condurre alla mancata costruzione. Parlando del sito di Padiglione, infatti, hanno evidenziato la probabile mancanza d’approvazione a livello regionale, certificata dal consigliere Fontana, anche se resta ancora incerta la situazione per quel che riguarda l’impianto della Spedellata, già autorizzato dalla Regione ma recentemente oggetto di una mozione contraria da parte dell’amministrazione anziate.

Lavinio NO-BIOGAS – si legge nel lungo comunicato – nella convinzione che il fronte comune contro la realizzazione delle due centrali a Lavinio debba essere intessuto da contatti tra tutti coloro che sono impegnati nel sociale e nella politica locale, sta contattando vari assessori e consiglieri comunali di Anzio.  Proprio a tale proposito il consigliere Danilo Fontana ha dato una notizia che, se confermata, risolve il 50% del problema Biogas ad Anzio: la centrale Biogas, proposta dalla ditta Green Future in località Padiglione, non verrà approvata a livello regionale, ed ha informato che l’Area Metropolitana ha dato parere contrario alla sua realizzazione. Ne è seguito un necessario approfondimento e la notizia è stata confermata anche attraverso altri dettagli e motivazioni ostative; prima fra tutte proprio la necessità di definire un assetto regolamentare del territorio con la creazione di quegli ambiti dei quali si parla da anni. La notizia non è di poco conto e chi scrive, che era presente durante l’incontro, ha voluto anticipare al Consigliere che la stessa sarebbe stata divulgata a mezzo stampa. Nell’ipotesi favorevole, di centrali ne resterebbe una sola e cioè quella della Spadellata, già autorizzata da apposita determina regionale il 16 dicembre 2015 e contro la quale è previsto il ricorso al TAR da parte del Comune di Anzio. E di ricorso al TAR contro la centrale della Spadellata si è parlato con Danilo Fontana, il cui atteggiamento decisamente pessimistico era certamente giustificato da considerazioni che gli era difficile esprimere in pubblico. Davanti alla constatazione che la scelta era caduta su di un nome condiviso di un professionista di grande rinomanza, il Consigliere ha preferito sintetizzare con una frase che suona all’incirca ‘si sceglie un grande nome per giustificare meglio la sconfitta’. Invitato a dettagliare, il Consigliere Fontana ha integrato la sua considerazione con la ristrettezza del tempo di notifica e il ritardo con cui le cose sono state fatte. Decisamente un incontro utile tra cittadini impegnati in modo apartitico ed un rappresentante di partito decisamente preparato e concreto