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Occupazione immobili di Corso Italia ad Anzio, la proprietà precisa

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Oggetto: Richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 47/1948
In riferimento all’articolo pubblicato da ilgranchio.it in data 30/06/2025 in cui si afferma che gli
immobili siti in Anzio al Corso Italia 36 occupati vuoti e “in stato di degrado” con una proprietà
inerte per oltre 20 anni, si precisa quanto segue:
Gli immobili oggetto di sgombero non sono mai stati abbandonati dai legittimi proprietari, i quali,
nel corso dell’anno 2000, acquistavano le 14 unità abitative ancora in fase di costruzione dalla
società RALM Costruzioni.
Tali unità venivano regolarmente ultimate entro il 2002 dalla società costruttrice, secondo le
indicazioni personalizzate dei singoli acquirenti, e rifinite con materiali e accessori di pregio, tra cui
le porte interne di alto valore e altri arredi su misura.
Tuttavia, nello stesso anno di completamento, un gruppo di circa 200 persone faceva irruzione nello
stabile, sfondando il portone condominiale e gli ingressi delle singole abitazioni, e procedendo
all’occupazione arbitraria e illegittima degli immobili.
A seguito di tali gravi eventi, i proprietari presentavano immediata denuncia-querela per
occupazione arbitraria, a seguito della quale il Tribunale di Velletri disponeva il sequestro penale
degli immobili, misura rimasta efficace per diversi anni.
Negli anni successivi, i medesimi proprietari presentavano ulteriori tre denunce-querela alle
competenti autorità giudiziarie, a fronte del perdurare dell’occupazione arbitraria dei propri
immobili.
Parallelamente, inviavano missive, diffide e lettere di messa in mora in ambito stragiudiziale volte
al recupero degli immobili occupati con dolo, violenza e clandestinità e a richiamare il rispetto della
proprietà privata e della legge.
Inoltre, promuovevano molteplici ricorsi: innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale, al
Consiglio di Stato, nonché alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, per la tutela dei
diritti fondamentali lesi; veniva altresì avviata davanti Tribunale Ordinario un’azione civile tutt’ora
in corso.
I proprietari intraprendevano ogni azione prevista dall’ordinamento giuridico al fine di tutelare il
diritto di proprietà e ottenere il pieno e legittimo possesso degli appartamenti indebitamente
sottratti.
Per l’intero periodo di riferimento, i proprietari provvedevano ad assolvere con regolarità agli
obblighi tributari, provvedendo al versamento dell’IMU e delle ulteriori imposte e tasse previste per
legge.
Il Comune di Anzio, nel tempo, tentava una regolarizzazione contrattuale dell’occupazione abusiva,
proponendo formule di locazione in favore degli abusivi supportate da garanzie ritenute inidonee
dai proprietari.
Tali criticità venivano confermate ex post, poiché altri proprietari che avevano aderito a tali
proposte si vedevano successivamente costretti alla restituzione delle somme percepite, a seguito di
una sentenza della Corte di Cassazione che dichiarava l’illegittimità delle garanzie offerte dal
Comune a copertura di contratti di locazione disattesi dai beneficiari.**
Pertanto, le informazioni riportate dalla testata risultano fuorvianti e non corrispondono alla verità
dei fatti, con conseguente danno agli interessi, alla reputazione e all’onorabilità dei proprietari, oltre
che alla loro posizione patrimoniale e fiscale.
Per tutto quanto sopra, si diffida formalmente la testata giornalistica ilgranchio.it dal reiterare la
diffusione di notizie inesatte, distorte o non verificate su tale vicenda, con riserva sin d’ora di ogni
azione civile e penale, anche in sede risarcitoria, a tutela dei diritti e dell’onorabilità propria e dei
propri assistiti.
Distinti saluti,

Abogado Carmine Esposito