Importante appuntamento martedì prossimo per quanto riguarda l’area archeologica di Torre Astura che ricade nell’area militare. Martedì 27 ottobre alle 10,30, presso il Poligono, in piazzale degli Eroi 1 a Nettuno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma e provincia illustrerà nel dettaglio i lavori relativi al Ponte Acquedotto e quelli di stabilizzazione delle arcate della villa romana. L’area di Torre Astura è infatti oggetto di attenzione da parte del Ministero della Cultura che, tramite la Soprintendenza competente per territorio, ne sta curando messa in sicurezza, consolidamento e fruizione. L’intervento è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione1 Componente3 “Cultura e Turismo”, Investimento 4.3 “Caput Mundi Next Generation EU per grandi eventi turistici”, linea di intervento “Giubileo 2025: Dalla Roma Pagana alla Roma Cristiana”. A curare il progetto sono stati: Soprintendente, architetto Lisa Lambusier, responsabile unico del progetto e direttore dei lavori, architetto Raffaella Strati, direzione scientifica per gli aspetti archeologici dottoressa Maria Teresa Moroni, redazione del progetto società BCD Progetti e Fenice, ditta esecutrice: Alfredo Cecchini S.r.l. Realizzata a partire dalla fine dell’età repubblicana e successivamente ampliata e ristrutturata in età imperiale, costituiva un articolato complesso residenziale e produttivo, organizzato tra la terraferma e un settore proteso verso il mare, in corrispondenza di un’antica isola artificiale. La porzione sulla terraferma, oggi in gran parte nascosta dalle dune costiere, era collegata al settore marittimo mediante il Ponte-Acquedotto del quale si conserva un tratto lungo circa 130 metri, che assicurava il collegamento tra le due aree della residenza e consentiva l’approvvigionamento di acqua dolce. Il complesso comprendeva, inoltre, ambienti residenziali e strutture di terrazzamento, una grande e articolata peschiera destinata all’allevamento ittico, nonché un porto. Si tratta di un contesto di eccezionale rilevanza, naturalistica e storica, la cui identità visiva è da secoli definita dalla presenza della torre medievale, che si imposta sulle strutture della villa. Il sito testimonia una lunga storia di frequentazione e utilizzo. Nel X secolo presso Astura, allora possedimento dei Conti Tuscolani, sorge un monastero dei monaci di Sant’Alessio sull’Aventino. Nel 1193 la proprietà passa ai Frangipane (con la Torre e il fortilizio, già edificati). Durante il XIV secolo la Torre diventa proprietà di Bonifacio VIII, Ludovico il Bavaro, Pietro d’Aragona, per passare successivamente all’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, ai Caetani e agli Orsini. Tra il ‘400 e la fine del ‘500 il complesso appartiene ai Colonna, con alcune parentesi papali, finché, nel 1594, viene acquisito da Clemente VIII e da allora, per tutto il XVII e XVIII secolo, l’area è coinvolta in episodi bellici nella difesa costiera contro i Turchi e i pirati. L’intero complesso, già appartenuto alla famiglia Borghese, ultima proprietaria privata, è stato acquisito dallo Stato negli anni Ottanta del XX secolo, entrando a far parte del patrimonio demaniale, ed è attualmente assegnato al Demanio militare. L’area ricade anche all’interno di un “Sito di importanza comunitaria”.
Torre Astura, saranno presentati i lavori di restauro del Ponte Acquedotto
Importante appuntamento martedì prossimo per quanto riguarda l’area archeologica di Torre Astura che ricade nell’area militare. Martedì 27 ottobre alle 10,30, presso il Poligono, in piazzale degli Eroi 1 a Nettuno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma e provincia illustrerà nel dettaglio i lavori relativi al Ponte Acquedotto e […]



