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Il ponte della discordia, fermi i lavori della pista ciclopedonale Tor Caldara–Lavinio Mare

Si addensano nubi sui lavori di completamento della pista ciclopedonale tra la riserva naturale di Tor Caldara e Lavinio Mare. Sono fermi da luglio e c’è il rischio che il finanziamento di 2,2 milioni di euro del Pnrr per realizzarla possa saltare se non sarà completata entro l’anno. Un’ipotesi che aleggia, ma che al momento […]

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Si addensano nubi sui lavori di completamento della pista ciclopedonale tra la riserva naturale di Tor Caldara e Lavinio Mare. Sono fermi da luglio e c’è il rischio che il finanziamento di 2,2 milioni di euro del Pnrr per realizzarla possa saltare se non sarà completata entro l’anno. Un’ipotesi che aleggia, ma che al momento il comune di Anzio tende ad escludere. Si tratta di un’opera quasi del tutto realizzata nel suo percorso a raso. Anche se la storia si è complicata, come vedremo, per un esposto presentato in procura in Procura. Per completare la ciclopedonale manca il tratto che deve passare sul fosso Tor Caldara-Vignarola che il progetto prevede venga scavalcato da un piccolo ponte. All’inizio dell’estate iniziano i lavori che ben presto diventano materia di scontro con proprietari di un terreno adiacente al tratto nel quale dovrà essere realizzato il ponte della ciclopedonale. Decidono infatti di presentare un esposto in Procura a Velletri. Nodo del contendere l’altezza del ponte. Sul progetto definitivo della ciclopedonale, sottoposto a conferenza dei servizi, la distanza tra l’impalcato della curvatura del ponte e il limite del corso d’acqua doveva essere di un metro e mezzo per consentire il passaggio sicuro di rami, tronchi e materiale trasportato dalla corrente lungo il fosso in caso di piena senza creare l’effetto diga. Successivamente sul progetto esecutivo viene invece stabilito che la distanza tra impalcato e corso d’acqua debba essere di due metri e sessanta centimetri con una pendenza dell’8 per cento. Tra l’altro non proprio agevole per un ciclista amatoriale. I lavori dunque iniziano fino a quando, a fine luglio, prende forma la curvatura massima del ponte che supera la recinzione della proprietà privata confinante. Tanto da spingere i proprietari a presentare un esposto e a chiedere vengano accertati eventuali violazioni del progetto. “Abbiamo scoperto – spiega Francesco Scotto d’Apollonio, avvocato, che ha firmato la denuncia insieme alla moglie Antonella Paci – che sul progetto esecutivo la luce tra impalcato e corso d’acqua era di due metri e sessanta centimetri, quasi il doppio di quella stabilita sul progetto definitivo. Un’altezza che supera la recinzione della nostra proprietà. Non bastasse questo – continua – abbiamo anche scoperto che le spallette di sostegno del ponte sono state realizzate a meno di due metri dal ciglio del fosso nonostante le prescrizioni stabiliscano una distanza minima di quattro metri. Tra l’altro, esaminando la documentazione del progetto abbiamo anche accertato che la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio non ha mai ricevuto la relazione paesaggistica e dunque non ha espresso alcun parere. Non è aspetto da poco considerato che il ponte deve essere realizzato a ridosso dell’area della riserva naturale di Tor Caldara”. Da quando è stato presentato l’esposto in Procura i lavori della pista ciclopedonale sono fermi. Se i lavori non riprendono al più presto, c’è il rischio che l’intervento perda il finanziamento e che la ciclopedonale resti un’incompiuta. Un’ipotesi che l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Anzio Pietro Di Dionisio esclude. “Per quanto riguarda la questione del ponte sul fosso – spiega – c’è stato la scorsa settimana un tavolo tecnico con gli enti interessati, presente anche la Soprintendenza, nel quale è stata stabilita la necessità che la sua realizzazione abbia un impatto minimo sull’ambiente. Vorrei comunque precisare che il progetto del ponte è stato stralciato da quello della pista ciclopedonale, finanziato dal Pnrr, proprio per evitare intoppi e ritardi alla realizzazione dell’opera. I lavori – assicura l’assessore – riprenderanno a breve e saranno completati entro l’anno”.

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Redazione Ilgranchio.it
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