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La Asl Roma6 taglia il pronto soccorso ostetrico dopo aver promesso il potenziamento del “Riuniti” di Anzio

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Durante la sua visita all’ospedale “Riuniti” di Anzio e Nettuno in occasione dell’inaugurazione del punto, il direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico aveva illustrato, incalzato dalla stampa, il potenziamento dell’ospedale. Tra i punti qualificanti il nuovo reparto di ostetricia e ginecologia da 12 posti letto, ma senza punto nascita. In attesa dell’entrata a pieno regime di questo reparto, accade l’incredibile: dal 4 maggio chiude il pronto soccorso ostetrico degli Ospedali “Riuniti” di Anzio e Nettuno. Una decisione sconcertante alla vigilia dell’estate, quando il territorio vede raddoppiare la popolazione e aumentare la domanda di assistenza sanitaria. La scelta solleva ovviamente interrogativi sulla programmazione regionale e sulla tenuta dei servizi essenziali, anche perché va a colpire ancora una volta alle donne. Ricordiamo come nelle passate settimane c’era stata la polemica sulla chiusura dell’ambulatorio di senologia che poi, in tutta fretta, l’azienda ha deciso di riaprire a partire dall’11 maggio. Il provvedimento che riguarda il pronto soccorso ostetrico prevede anche il trasferimento della maggior parte delle ostetriche all’ospedale di Velletri dove a febbraio dello scorso anno era stato inaugurato il nuovo punto nascita a scapito proprio dell’ospedale di Anzio. Una decisione che impoverisce l’offerta sanitaria sul territorio del litorale della Asl Roma6. Resta da capire come verranno gestite le emergenze ostetriche sguarnendo un servizio così importante.