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Inaugurato il “Progetto Tobia” agli Ospedali “Riuniti” di Anzio e Nettuno. L’assessoreMaselli: “Completata l’attivazione su tutto il territorio regionale”

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Con l’inaugurazione del servizio anche agli Ospedali “Riuniti” di Anzio e Nettuno, si è completato il percorso di attivazione in tutta la rete ospedaliera della Regione Lazio del “Progetto Tobia”, il modello organizzativo dedicato alla presa in carico delle persone con disabilità complessa che molto spesso non collaborano a causa della loro patologia.
“L’attivazione del Progetto Tobia in tutta la rete ospedaliera regionale – ha spiegato l’assessore regionale ai servizi sociali Massimiliano Maselli intervenuto questa mattina ad Anzio – è un risultato molto importante per ciò che concerne l’integrazione socio-sanitaria. Grazie ad un’equipe multidisciplinare formata da medici, infermieri, psicologi, OSS e assistenti sociali, infatti, saremo in grado di accogliere ed assistere persone con disabilità grave e gravissima non collaboranti, sottolineando ancora una volta l’attenzione della Regione Lazio verso le persone con disabilità”.
Presente alla inaugurazione anche il direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico. La responsabile dell’azienda per il “Progetto Tobia”, la dottoressa Rita Molinari, ha illustrato l’importanza del servizio che dà l’opportunità di consentire anche ai portatori di handicap con disabilità gravissima di avere un’assistenza professionale per sottoporsi a visite mediche e controlli. In proposito ha portato interessanti dati per quanto riguarda il “Progetto Tobia” istituito un anno fa all’ospedale Marino che ha registrato oltre trecento accessi alle varie specialità mediche da parte di portatori di disabilità grave. Si tratta di servizio di assistenza importante anche perché, da quanto emerso, non è così scontato che è un paziente con disabilità grave si sottoponga spontaneamente a visite mediche. In proposito, interessante è stata la testimonianza del papà di un ragazzo autistico che ha rilevato l’importanza di questo tipo di assistenza: “non bisogna dimenticare – ha spiegato – che molto spesso tante persone con disabilità arrivano all’età di vent’anni senza aver fatto nemmeno un esame del sangue“. Una mancanza di assistenza che, è stato detto, vede molti disabili con un’aspettativa di vita inferiore di venti anni a quella di persone normodotate. Il direttore generale della Asl Giovanni Giovanni Profico ha tenuto a rimarcare l’importanza del servizio e la volontà della Asl Roma6 di avviare un un altro “Progetto Tobia” anche all’ospedale di Frascati. Dopo Marino e Anzio sarebbe il terzo della Asl Roma6.