È la denuncia postata sulla propria pagina Facebook della signora Gabriella che racconta l’incredibile storia dell’anziana madre, 91 anni, che vive a Tor San Lorenzo.
«Scrivo perché sono inc….. e fortunatamente ancora non è reato. Ieri ho scoperto che il dottor Russillo, il medico di mia madre che ha l’ambulatorio a 50 metri da casa nostra a Tor San Lorenzo, tra pochi giorni non potrà più assisterla perché la ASL non gli ha rinnovato il contratto dopo tre anni di precariato. Mia madre ha 91 anni, assume farmaci salvavita e non è certo in grado di fare maratone burocratiche. Sapete cosa mi risponde il sito della ASL Roma 6 quando provo a scegliere un nuovo medico ad Ardea? “Nessuna disponibilità”. Gli unici medici con posti liberi sono a Rocca di Papa, Grottaferrata o Frascati. Stiamo scherzando?
Secondo la ASL, una donna di 91 anni dovrebbe farsi 35-50 km di macchina (fino a 2 ore di traffico!) o 3 ore di mezzi pubblici solo per farsi prescrivere un farmaco o fare una visita?
Questa non è sanità, – continua la figlia della signora – questa è deportazione sanitaria e mancanza di rispetto per la dignità umana. Ho già inviato una DIFFIDA FORMALE via PEC alla Direzione Generale della ASL e ho informato la stampa denunciando l’interruzione di pubblico servizio. Non resterò a guardare mentre tolgono il diritto alla salute a una persona che ha pagato le tasse per una vita intera (e continua a farlo). Siamo in 1.000 pazienti nelle stesse condizioni. Se anche voi – conclude la signora Gabriella – siete pazienti del Dott. Russillo o state subendo questo scempio ad Ardea, non state zitti! Fate girare questo post. La salute non è un optional, e Ardea non è la periferia dell’impero da abbandonare a se stessa».
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