“Devo ammetterlo: raramente ho visto una risposta così sicura di sé e così poco interessata a capire ciò a cui risponde, come quella della consigliera D’Angeli.
Il metodo è semplice: si prende un testo, lo si piega quel tanto che basta per farlo diventare più attaccabile, e poi lo si smonta con grande soddisfazione. È un classico. Non è analisi, è bricolage polemico.
Nel mio intervento non c’è nessun “giudizio morale”. C’è una riflessione sulla credibilità, sulla fiducia e sui limiti che una parte consistente dell’elettorato ha espresso. Ma per coglierlo bisognerebbe leggere il testo intero, non solo le parole che fanno comodo.
Per scrupolo, ho fatto verificare la cosa anche a ChatGPT: risultato piuttosto impietoso. Comprensione superficiale sufficiente, comprensione reale carente, con una evidente tendenza a semplificare e distorcere il punto centrale. In altre parole: si è risposto a un argomento inventato.
Il che è anche legittimo, ma ha un difetto: evita accuratamente il nodo vero. E il nodo vero è che il voto non è stato una resa dei conti tra schieramenti, ma un segnale trasversale di sfiducia verso chi pretendeva di mettere mano alla Costituzione senza averne la forza, l’autorevolezza e, sì, la credibilità.
Su questo, nella replica, silenzio.
Si preferisce rifugiarsi nella caricatura, perché è più facile da gestire. Ma la realtà resta un po’ più ostinata: non è stata una vittoria esclusiva del centrosinistra, ma chiaramente una sconfitta del centrodestra.
È stata una vittoria della Costituzione. E anche, piaccia o no, di quel ruolo di garanzia che Sergio Mattarella continua a esercitare con una serietà che evidentemente qualcuno fatica a digerire.
Se poi leggere un testo per quello che dice diventa un esercizio opzionale, allora il problema non è più politico. È proprio distorsione volontaria, nella migliore delle ipotesi”.
Roberto Alicandri
Presidente consiglio comunale Nettuno










