Home In evidenza Roberto Alicandri presidente del consiglio comunale di Nettuno: “Perché il mio No...

Roberto Alicandri presidente del consiglio comunale di Nettuno: “Perché il mio No al referendum”

5867
0

Il mio NO al referendum sulla giustizia è una scelta chiara, netta, senza ambiguità. Nasce da una convinzione non negoziabile: l’indipendenza della magistratura non è un dettaglio tecnico, ma una condizione essenziale della democrazia.
Il voto del 22 e 23 marzo 2026 non riguarda un aggiustamento marginale. Qui si interviene sull’architettura dei poteri dello Stato, su quell’equilibrio che i “le madri e i padri costituenti” hanno costruito proprio per impedire che la politica possa estendere il proprio controllo anche sulla giustizia.
E diciamolo senza giri di parole: questa riforma va esattamente in quella direzione.
Dietro formule rassicuranti e richiami all’efficienza, si intravede un disegno preciso: avvicinare la magistratura alla sfera politica, renderla più permeabile, più condizionabile. È un passaggio pericoloso, perché rompe una barriera che non è stata messa lì per caso, ma per garantire che chi giudica lo faccia libero da ogni pressione.
Una magistratura che risponde, anche solo indirettamente, alla politica non è più davvero autonoma. E quando viene meno l’autonomia della giustizia, vengono meno anche le garanzie per i cittadini. A pagarne il prezzo non saranno i forti, ma i più deboli, come sempre.
Non si può accettare che, con il pretesto di riformare la giustizia, si introduca un principio che la indebolisce alla radice. Anche perché i problemi reali restano lì, intatti: tempi lunghi, carenze strutturali, risorse insufficienti. Questa riforma non li risolve. Cambia altro. E questo “altro” è molto più grave.
Il mio è quindi un NO fermo, determinato, consapevole.
Non è un voto contro qualcuno, ma contro un’idea sbagliata e pericolosa: che la politica possa mettere le mani sulla giustizia.
È una scelta che riguarda tutti noi. Riguarda il tipo di Stato in cui vogliamo vivere: uno in cui i giudici restano indipendenti, oppure uno in cui rischiano di diventare parte degli equilibri di potere.
Per questo bisogna andare a votare NO. Senza indifferenza, senza delegare.
Il 22 e 23 marzo difendiamo l’autonomia della magistratura, difendiamo i nostri diritti, difendiamo la Costituzione.
Votiamo NO. Senza esitazioni.

Roberto Alicandri