“La barca che si incaglia, uno sbandamento di almeno 45 gradi, i marinai che urlano, il mare sale a bordo sento la cabina scricchiolare, con un colpo di mare forte si rompe lo sportello, attimi di adrenalina pura non so se è stato Dio o la mia capacità nelle manovre di disincaglio che ci ha salvato dico ci ha salvato perché con me ci sono altre tre persone altre tre famiglie. Come si può affrontare una giornata di lavoro a queste condizioni con porto maledetto così quanto dobbiamo andare avanti e aspettare che le autorità competenti facciano qualcosa? Come devo fare per mantenere l’attività? Lo detto già oggi a provveduto Dio o la mia capacità, ma domani?
Spero che qualcuno faccia qualcosa se insieme e gli altri colleghi ci fermiamo tutti non si può lavorare con così troppo rischio”. È l’accorata testimonianza del comandante di un motopeschereccio della flottiglia di Anzio nei momenti concitati che hanno messo a repentaglio l’incolumità dell’equipaggio la scorsa settimana mentre manovrava nel canale di accesso. Il porto torna ad avere problemi a causa del nuovo insabbiamento del canale di accesso che era stato dragato a novembre con la rimozione di ventimila metri cubi di sabbia grazie ad un finanziamento regionale di 700 mila euro. Che, dopo poche settimane, sembra non aver avuto l’effetto sperato. Negli ultimi giorni almeno tre pescherecci sono rimasti bloccati e sono riusciti a disincagliarsi con difficoltà. Con l’ultimo dragaggio erano stati rimossi ventimila metri cubi di sabbia con la creazione di un canale largo 80 metri con un pescaggio di cinque. “Con le mareggiate delle ultime settimane sono tornati i problemi per la sicurezza della navigazione perché le pareti del canale sono franate in più punti riducendo il fronte – spiega Mauro Spina, comandante fi motopeschereccio – . Al momento il pescaggio del canale oscilla tra i il metro e mezzo e i tre metri e mezzo, mentre alcuni motopescherecci pescano 3,8 metri. A questo si aggiunga che durante il mese di gennaio abbiamo pescato solo undici giorni. Ma come facciamo ad andare avanti dovendo pagare la nafta e garantire gli stipendi agli equipaggi? Siamo allo stremo”. Una situazione tornata critica tanto da spingere i pescatori ad una manifestazione pacifica per giovedì. “Abbiamo parlato con il sindaco Lo Fazio – spiega Spina – che ci ha detto che è previsto un grande escavo di duecentomila metri cubi per aprile. Ma noi il problema lo abbiamo oggi ed è grave”.











