Questa mattina, in occasione della “Giorno della memoria“ al parco Palatucci, a Nettuno, si è tenuta la commemorazione del questore Giovanni Palatucci, morto nel 1945 in un campo di sterminio, e di tutte le milioni di persone vittime della Shoah. È stato il sindaco di Nettuno Nicola Burrini a deporre la corona di fiori al cippo che ricorda il sacrificio di Giovanni Palatucci. Presenti alla manifestazioni autorità civili e militari ed una folta rappresentanza di studenti.
“Ogni anno, il Giorno della Memoria ci spinge a ricordare e ad essere testimoni dei tragici eventi a cui hanno portato la dittatura e le teorie suprematiste – ha detto il sindaco del suo intervento – Le tragedie compiute durante la seconda guerra mondiale sono state così orribili che ancora oggi le ricordiamo e, purtroppo, tragedie simili non sono cessate nel mondo in cui viviamo. Lo sterminio di massa degli ebrei e di altri gruppi considerati indegni di vivere, pianificato dal nazismo e tollerato da altri, è qualcosa che probabilmente non supereremo mai, ma è nello sforzo della memoria che dobbiamo trovare un senso a quanto accaduto e trovare oggi la forza di dire basta a quello che accade ancora oggi in diverse parti del mondo.
Dobbiamo trovare la strada per fermare la guerra – ha continuato Burrini -, salvare i bambini affamati che vivono in una situazioni di dramma indicibile. Non ci dobbiamo abituare ad essere indifferenti di fronte a determinati drammatici eventi. E oggi, che partiamo da valori completamente diversi: il valore della Libertà, della Pace e della Democrazia, dell’uguaglianza, del dialogo e dell’accoglienza, dobbiamo impegnarci a rendere forti le Istituzioni che tutelano questo modo di vivere. Non dimentichiamo che la crudeltà della dittatura, manifestata in tanti modi, dalle leggi razziali alla scomparsa e alle persecuzioni degli oppositori politici, era una realtà in Italia solo 82 anni fa. La nostra Costituzione, dopo quei fatti odiosi, ha sancito la libertà di culto, l’uguaglianza come valore fondante, ma sono le persone che devono farsi portato dei valori e dare corpo e spessore ai nostri ideali.
Ricordare quello che è successo nei campi di concentramento non vuol solo dire conoscere e ricordare la storia, ma riconoscere e tentare in ogni modo di fermare i sintomi di una recrudescenza anti democratica nel mondo, che può colpire anche realtà che non sembravano a rischio.
Il valore della Memoria – a concluso il suo intervento, il sindaco di Nettuno – non si esprime quindi soltanto nel ricordo ma nell’impegno che ognuno di Noi deve prendere ogni giorno e, di fronte agli orrori, impegnarsi a dire mai più. Mai più razzismo, violenza, sopraffazione, mai più intolleranza e guerra”.















