“Care colleghe e cari colleghi, vi apprestate ad iniziare il vostro servizio in un momento storico caratterizzato da significativi cambiamenti del nostro vivere quotidiano. Trasformazioni tecnologiche accelerate, precarietà strutturali del nostro Paese, fenomeni illegali nuovi che inevitabilmente incidono sul piano della sicurezza pubblica. Nello stesso tempo, quanto sta accadendo nello scenario internazionale di instabilità geopolitica si riflette sull’ordine pubblico interno.
Abbiamo ereditato dai nostri padri costituenti valori indiscutibili come pace, democrazia, libertà, diritti. Oggi però parte di questo patrimonio appare messo in discussione da iniziative volte a ridisegnare l’ordine mondiale, ovvero ad indebolire la democrazia quale strumento di governo degli Stati e soprattutto quale strumento di garanzia delle libertà dei popoli.
È compito innanzitutto di tutti noi garantire la pacifica convivenza sul nostro territorio. Consapevoli che i dissidi internazionali incidono sulle relazioni sociali tra le diverse comunità. La sicurezza è un bene comune, come tale di tutti, e va assicurato a chiunque senza distinzione alcuna di etnia, religione, lingua, razza, condizione economica, sociale o politica. Questo, come ribadisco sempre, ce lo impone il principio di uguaglianza, ce lo impone la nostra coscienza di servitori di uno Stato democratico. Perché delle nostre libertà, dei nostri diritti, delle nostre regole di civile convivenza dobbiamo essere fieri.
Sono stati oggetto di conquiste pagate con l’estremo sacrificio di tanti e a noi li hanno donati i nostri padri e noi abbiamo il dovere di custodirli. Da domani questo sarà il vostro compito primario: garantire che ogni cittadino che vive sul nostro territorio possa esercitare le sue libertà fondamentali e i suoi diritti.
Ne discende per noi il dovere di prevenire e reprimere la commissione di tutte quelle azioni illecite che purtroppo continuano ad essere compiute e che ledono e impediscono l’esercizio di queste libertà e di questi diritti.
La criminalità oltrepassa sempre più facilmente i confini e il suo carattere transnazionale ne alimenta il livello di complessità e quindi anche la difficoltà nell’azione di contrasto. Nel contempo, l’evoluzione tecnologica sta velocemente innovando ogni aspetto della vita quotidiana e i tradizionali metodi relazionali, di lavoro, di tutela, sono o rischiano di essere dominati o addirittura travolti dalla macchina.
La nostra essenza più intima oggi è più che mai esposta. Le condotte criminose che siamo chiamati ad affrontare hanno aggiunto, alle modalità attraverso cui agiscono, le nuove tecniche di aggressione offerte dal mondo digitale. L’identità fisica e il patrimonio delle persone continuano ad essere oggetto di azioni violente e predatorie, mentre la nostra identità digitale espone ognuno di noi a nuovi rischi. Rischi che lasciano spesso le vittime smarrite poiché travolte da azioni imprevedibili per il comune cittadino.
Tutto ciò ha dirette ricadute sulla sicurezza delle nostre comunità e di conseguenza sul compito di chi, come noi, è chiamato a garantirlo. Questo quadro ci impone dunque uno sforzo continuo per rendere adeguata la formazione di ogni ruolo e grado della nostra amministrazione. Una priorità assoluta che oggi è diventata assolutamente una questione strategica. Perché solo un’idonea professionalità potrà consentirvi di essere consapevoli delle sfide complesse che i diversi fenomeni criminali ci impongono di affrontare. E nel tempo, l’esperienza operativa potrà guidarvi nella diversità e nella imprevedibilità dei casi pratici che dovrete affrontare.
Perché sarete voi, in prima persona, ad essere chiamati a rispondere con concretezza e tempestività alle istanze di sicurezza e ai bisogni dei cittadini. E a tal fine, fate sempre tesoro di chi è più anziano e più esperto: potrà trasmettervi strumenti e soluzioni pratiche che non troverete nei manuali di scuola.
Care colleghe e cari colleghi, eccoci qui tutti insieme, pronti per il vostro giuramento. Non è una semplice cerimonia, ma un atto solenne di fedeltà alla Repubblica, ai suoi principi di democrazia, giustizia e libertà. State assumendo l’impegno di assolvere ai vostri futuri compiti, come previsto dalla Costituzione, con disciplina ed onore, difendendo quelle libertà e quei diritti fondamentali che sono custoditi nella nostra Carta.
È questo un dovere assoluto che mai potrà essere dimenticato durante il vostro percorso professionale. Un impegno quotidiano che richiede coraggio, dedizione e spirito di sacrificio. Perché anche dal vostro impegno dipenderà la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre comunità. E solo attraverso la sicurezza potranno essere garantiti pace, sviluppo e benessere della nostra società. È la sicurezza a rendere un Paese libero. Perché non può esserci libertà senza sicurezza. È questa la forza della democrazia e voi dovete sentire l’orgoglio di avere il compito di garantirla.
Fare sicurezza oggi è certamente un compito impegnativo. E ancor di più è rendere tangibile ai cittadini la sua percezione. Dobbiamo essere consapevoli di tanti fattori che incidono sulla reale sensazione di sicurezza e soprattutto di quanto, ogni giorno, il cittadino sia un attento osservatore del nostro operato, anche attraverso i media.
Occorre agire con concretezza affinché il nostro impegno quotidiano sia sempre più realmente percepito e vicino ai bisogni della gente. La fiducia del cittadino è il principale obiettivo della nostra amministrazione e tutti i giorni, ognuno di voi, dovrà contribuire a realizzarlo con impegno e dedizione, ponendo ascolto ai bisogni, alle aspettative, alle necessità della collettività. La fiducia è un bene prezioso, difficile da conquistare ma velocemente può essere compromesso. E sarà anche il vostro obiettivo ovunque andrete ad operare, all’interno di un ufficio o a bordo di un’unità operativa.
Il vostro non è un ruolo semplice. Si colloca in una posizione strategica nell’organizzazione e nella catena di comando. Siete la cerniera tra il livello dirigenziale e il livello operativo. Una funzione sistemica di assoluta rilevanza per il funzionamento operativo della nostra amministrazione. Avrete quindi anche la responsabilità operativa del personale che sarà a voi affidato: il compito di guidarlo e di controllarlo. Vi troverete di fronte a situazioni difficili, imprevedibili e rischiose. Ma non abbiate paura di agire o di commettere errori. Perché, come ricordo a me stesso, solo chi non lavora non commette errori. Ma abbiate l’umiltà di riconoscerlo, di rivedere le decisioni prese. Solo così operando potrete trasformare l’errore in un’esperienza su cui riflettere e quindi in un momento di crescita professionale.
Prestate la massima attenzione quando voi, e il personale a voi affidato, eserciterete quei poteri-doveri che la legge ci consegna, ma che vanno a incidere sulla libertà personale e sulla sfera intima della persona. Il rispetto della dignità umana è un dovere assoluto, chiunque avrete di fronte. Nel contempo, non perdete il senso di umanità. Perché il destinatario della vostra azione sarà comunque e sempre un essere umano, sia esso un cittadino che chiede aiuto, sia esso un soggetto responsabile di un reato.
E sarà attraverso il vostro operato che potrete costruire, giorno dopo giorno, azione dopo azione, la vostra professionalità. E dalla vostra professionalità dipenderà il valore della vostra reputazione e della vostra immagine. Siate consapevoli che la vostra reputazione e la vostra immagine da domani saranno anche la reputazione e l’immagine della Polizia di Stato. La nostra amministrazione, ribadisco come sempre nei giuramenti, camminerà con i vostri piedi, parlerà con le vostre parole, agirà con le vostre azioni. Ed è anche la reputazione, come la fiducia, è un bene tanto difficile da conquistare quanto facile da perdere. Il semplice comportamento sbagliato di ognuno di noi può macchiarla, mettendo a rischio la credibilità di tutta la Polizia di Stato.
La gente vi osserverà non solo quando indossate la divisa, ma anche fuori dall’orario di servizio, giudicando i vostri atteggiamenti e le vostre azioni. Avete scelto un percorso di vita e di lavoro impegnativo, ma che sarà straordinariamente emozionante e gratificante. Perché entrare a far parte della famiglia della Polizia di Stato è soprattutto una scelta di vita. Una scelta di dedizione per voi e una scelta di sacrificio per chi deciderà di starvi accanto.
Ma maturerete esperienze che costituiranno un inestimabile patrimonio di ricordi personali. Il semplice “grazie” del cittadino sarà per voi la più grande soddisfazione, che vi consentirà di toccare con mano il significato e l’emozione di essere al servizio della comunità.
Care colleghe e cari colleghi, state facendo ingresso nella nostra amministrazione in un momento storico di grandi ricambi generazionali. In voi la Polizia di Stato ripone grandi aspettative. Siete voi stessi l’espressione dei tanti cambiamenti che investono il nostro vivere quotidiano. A voi giovani il compito di intercettare le nuove dinamiche e i nuovi bisogni. A noi il compito di valorizzarvi e di rendervi protagonisti. La vostra capacità di essere al passo con i tempi, di essere interpreti autentici della società attuale e futura, saranno indispensabili strumenti per comprendere le nuove istanze di sicurezza della collettività.
Sarete voi il vero capitale umano che renderà la Polizia di Stato costantemente all’altezza del compito che la legge ci ha affidato.
E ora, con vera gioia come in ogni giuramento, sento il dovere di salutare le famiglie presenti qui a Nettuno e nelle altre scuole. Anche per voi oggi è una giornata carica di emozioni. Emozioni che vi riportano al passato, alla crescita dei vostri figli, all’attenzione e all’amore con cui li avete educati, seguiti negli studi e accompagnati in questo percorso. Oggi più che mai dovete essere orgogliosi di loro, della loro scelta di dedicare la loro vita al nostro Paese, ai futuri valori di giustizia e libertà e di servire la nostra società. Noi, come Polizia di Stato, vi ringraziamo per l’educazione che avete loro donato e per i valori morali che gli avete trasmesso e che gli hanno consentito di fare questa scelta.
Da questo momento sarà la Polizia di Stato, quale grande famiglia, a prendersi cura dei vostri figli. Guidandoli, sostenendoli e assistendoli nei momenti di difficoltà e mettendoli nelle migliori condizioni per servire il nostro Paese.
Care colleghe e cari colleghi, infine ringrazio voi per l’impegno con cui avete affrontato la selezione, seguito il corso di formazione e per aver scelto di indossare la nostra divisa. Una divisa che è anche il simbolo di sacrificio di colleghi che hanno donato la vita per la sicurezza della nostra collettività. Il loro spirito, lo spirito dei nostri caduti, deve guidarci quotidianamente perché tutti insieme, ognuno con il proprio compito, possiamo certamente rendere più sicura e più serena la nostra società.
Benvenuti nella grande famiglia della Polizia di Stato.
Viva l’Italia, viva la Polizia”.










