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La nuova antenna 5G ad Anzio Colonia,perché il quartiere dice “no” e vuole la sua rimozione

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I cittadini del quartiere di Anzio Colonia tornano a sollevare il problema relativo all’istallazione di un’antenna per la telefonia 5G nel cuore del quartiere. E lo fanno con una lunga nota, nella quale, spiegano le ragioni della loro contrarietà e chiedono al Comune di Anzio di intervenire per rimuovere l’antenna. Di seguito l’intervento.
“I primi giorni di settembre, ad Anzio Colonia, all’angolo fra viale Marconi e Via Vespucci, hanno installato un’antenna SRB, senza un cartello che indicasse l’inizio e la fine dei lavori, le eventuali autorizzazioni e il nome del gestore. Si è scoperto a fine lavoro che il cartello era nella scala interna, dove non poteva essere visto.
Pertanto nessuno è stato messo al corrente della situazione ed il posizionamento di un’enorme gru è stato motivato come la risoluzione d’infiltrazioni d’acqua sul tetto dell’edificio in questione.
Pertanto l’antenna è stata installata in gran segreto, quando invece il Sindaco avrebbe dovuto informare i cittadini della zona coinvolta, per discutere delle eventuali criticità.
E’ pertanto “venuto meno il requisito funzionale all’attuazione di un principio di democraticità del processo decisionale”.
Il Comune di Anzio non ha un Piano antenne, pur essendo obbligatorio con la Legge Regionale del Lazio N° 19 del 23/11/2022, che impone ai comuni di dotarsi di un piano di localizzazione delle antenne entro 90 giorni dall’entrata in vigore della suddetta.
Perché non è stato fatto?
Il regolamento, invece, è stato modificato il 30/04/2019.
Il Consiglio Comunale nella persona dell’Assessore Pietro Di Dionisio continua a sostenere che il suddetto Regolamento, per la disciplina dell’installazione delle Stazioni Radio Base per la telefonia e le telecomunicazioni, è valido a tutti gli effetti.
A questo punto è lecito domandarsi come mai è stata installata un’antenna vicino ad una scuola quando, nel “valido” regolamento, c’è il divieto assoluto entro i 100 metri?
Pertanto non si comprende come mai in Comune non abbiano ancora effettuato un nuovo regolamento ed un piano antenne: non hanno mai accettato neppure l’aiuto delle Associazioni, che si sono proposte e che li avrebbe sostenuti in modo gratuito e con competenza.
Il regolamento ed il piano antenne servono per difendere i cittadini dalla richiesta dei gestori SRB di costruire antenne in ogni luogo, con il benestare delle attuali leggi dello Stato.
L’antenna suddetta è stata autorizzata dall’Arpa Lazio molto superficialmente, dato che è vicina ad una scuola e a due case di riposo per anziani, che sono considerati “luoghi sensibili”, proprio perché i bambini vi stazionano per ben otto ore e gli anziani per 24.
Si può sottostare ad una situazione del genere?
Sappiamo bene che il 5G è una nuova tecnologia, della quale non sono ancora stati fatti studi appropriati, ma fin d’ora si conosce che emana radiazioni non ionizzanti che attraversano il corpo e lo riscaldano: qualcuno lo dice come se nulla fosse…
E’ possibile stare tranquilli con questo genere di affermazioni senza studi ufficiali, quando già quelli effettuati da Enti privati danno esiti allarmanti?
Ed ancora, questo continuo attraversamento e riscaldamento delle nostre cellule, cosa possono fare ai bambini, alle prese con migliaia di input che partono e arrivano all’antenna?
I genitori dei plessi dell’Istituto Comprensivo Anzio 2 “Acqua del Turco” ed “Anzio Colonia” sono molto preoccupati e giustamente sostengono che i loro figli non sono cavie e in effetti non è giusto sperimentare sulla loro pelle.
La scuola è un diritto di tutti e soprattutto anche dei bambini che hanno avuto patologie gravissime: vi è un caso nella nostra scuola!
Come si può ora far continuare a frequentare una bambina con un’antenna accanto e con una tale preoccupante situazione di salute?
Chi si prende la responsabilità nel dire che non accadrà nulla?
Possiamo dire ad una bambina, che è appena tornata a scuola con i suoi compagni e le sue maestre, dopo tutte le situazioni terribili che ha dovuto affrontare, come la radioterapia e la chemioterapia, che non potrà più frequentare la sua scuola per un’antenna?
L’Arpa Lazio autorizza l’installazione di SRB, ma nessuno ha tolto al Sindaco la responsabilità sulla SALUTE PUBBLICA dei suoi cittadini.
Il Sindaco Aurelio Lo Fazio ha posto il quesito sanitario della bambina a vari Enti, tra cui l’Arpa, che non credo possa avere competenza in riguardo, essendo soltanto organo di controllo elettromagnetico in Volt/metro.
Allo stato attuale il primo cittadino sostiene di essere in attesa di risposte, ma chi può dargliele con certezza per non far correre pericoli ai nostri bambini?
Nessuno!
È, pertanto, lecito domandarsi perché, in questo grave caso e per la sicurezza di tutti, non viene applicato immediatamente dal Sindaco il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, citato nell’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea? Il suddetto principio afferma che se non si è sicuri, attraverso opportuni studi, che le nuove tecnologie non facciano male, non si devono utilizzare.
Ora il problema è veramente grave, ma la soluzione è soltanto una: l’antenna deve essere rimossa!
Per fare questo dobbiamo unire le nostre forze con coraggio: i bambini dei plessi di “Acqua del Turco” e di “Anzio Colonia” in questo momento hanno bisogno “dell’intero villaggio”.
La comunità di Anzio Colonia