Nel dibattito sull’aumento di capitale di Acqualatina che è stato bocciato dal consiglio comunale, interviene il consigliere Andrea Mingiacchi di UnaltrAnzio. “Durante l’ultimo Consiglio comunale è stato discusso l’aumento di capitale di Acqualatina S.p.A. per 30 milioni di euro.
Un tema delicato, che non riguarda soltanto i bilanci della società, ma soprattutto il futuro del servizio idrico per i cittadini di Anzio.
La maggioranza ha espresso con chiarezza la propria posizione: non possiamo finanziare una gestione che presenta gravi criticità, emerse con evidenza dai documenti contabili e ribadite con chiarezza dal Sindaco.
Metà delle fatture emesse non vengono riscosse, segno di un problema strutturale di morosità che non può essere scaricato sui Comuni.
Sono presenti riserve legali per oltre 80 milioni di euro, dalle quali sarebbe stato possibile attingere la liquidità necessaria, senza ricorrere ad aumenti di capitale.
La scelta della presidenza del CdA è stata influenzata dalla componente privata, nonostante la componente pubblica avesse esplicitamente sconsigliato tale nomina, proprio in considerazione di esperienze negative pregresse (AET e Capo D’Anzio).
Un aumento di capitale, in assenza di un piano industriale serio, rischia di trasformarsi in un soccorso finanziario vietato dalla legge, con possibili conseguenze anche in termini di danno erariale.
In questo contesto, Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento proponendo la valorizzazione dei crediti vantati dai Comuni nei confronti di Acqualatina da trasformare in capitale sociale.
Una soluzione che, però, non rispetterebbe le percentuali societarie, alterando gli equilibri tra pubblico e privato, e che non garantirebbe nuova liquidità di cassa, limitandosi a ridurre nominalmente l’indebitamento.
In altre parole, non risolverebbe il problema di fondo, ma sposterebbe solo le cifre da una voce all’altra del bilancio.
Eppure, Fratelli d’Italia ha insistito su questa linea, arrivando ad affermare che se Acqualatina fallisse ne subirebbero le conseguenze i cittadini.
Ma questo non è corretto: se un gestore fallisce, non fallisce il servizio. In quel caso si procederebbe con una nuova gara pubblica per l’affidamento della gestione idrica e fognaria, garantendo la continuità del servizio.
Il nostro compito, come amministratori, non è quello di difendere i conti di Acqualatina, ma di tutelare i cittadini di Anzio.
E i cittadini si tutelano pretendendo trasparenza, investimenti veri e interventi strutturali sul territorio, non trasformando i Comuni in bancomat di una gestione che ha già dimostrato limiti e contraddizioni.
Dispiace constatare che, invece di un confronto franco e rispettoso, i consiglieri di Fratelli d’Italia, dopo aver detto che la maggioranza “non ha capito” la mozione presentata, abbiano scelto di abbandonare l’aula senza concedere diritto di replica.
Non è questo il modo di fare politica, non è confacente ad un sano dibattito tra forze diverse che, pur nelle divergenze, dovrebbero confrontarsi con rispetto reciproco.
Oggi resta un dato di fatto: mentre l’intero Consiglio comunale, al di là delle appartenenze, ha scelto di non finanziare Acqualatina senza garanzie, Fratelli d’Italia si è distinta come l’unica forza politica a volerne sostenere, di fatto, le richieste.
Una posizione che lascia aperti molti interrogativi e che, di certo, non va nella direzione della tutela dei cittadini di Anzio”.
Home In evidenza Andrea Mingiacchi di Unaltranzio: Gestione deficitaria di Acqualatina, non possiamo finanziarla”










