Parla di un vero colpo di mano la Lista civica Turano che contesta la transazione con la quale il comune di Anzio ha riconoscito alle AET, società che cura il servizio raccolto ai rifiuti, 2,65 milioni di euro a chiusura di un contenzioso. “Un colpo di mano e senza il tempo per un vero confronto, la maggioranza di centrosinistra ha impegnato 2,65 milioni di euro in un accordo transattivo con la società partecipata AET, ribaltando la linea di rigore tenuta fino ad oggi dalla Commissione Straordinaria di nomina prefettizia – si legge in un nota della Lista Turano – La delibera approva lo stanziamento di fondi di bilancio – soldi dei cittadini che sarebbero potuti essere spesi diversamente – per chiudere una serie di contenziosi sui quali non è stata fatta alcuna ricognizione pubblica e di cui non è stato dato conto ai consiglieri di opposizione, che quindi non hanno potuto valutarne la reale portata.
Documenti inviati meno di 72 ore prima, – continua la nota – nessun parere legale allegato, nessuna audizione del legale incaricato: così si è discusso e votato un provvedimento che impegna milioni di euro, limitando di fatto il diritto dei consiglieri a un’analisi approfondita e a un confronto informato.
L’accordo riguarda varie controversie: dall’adeguamento ISTAT, riconosciuto in misura molto inferiore a quanto richiesto da AET, alla ripartizione dei ricavi dai consorzi di filiera CONAI (riconosciuti per il 50%), fino alle penali per disservizi nel 2023 e 2024, sulle quali il Comune ha accettato una riduzione del 50% rispetto agli importi originariamente contestati.
Con questa scelta – prosegue la Lista Turano -, l’amministrazione sconfessa l’operato della Commissione prefettizia, che quelle penali le aveva comminate e mai ridotte, preferendo invece patteggiare con la società per timore di soccombere in giudizio.
Chiediamo al Prefetto di esprimersi su questa operazione: è legittimo che il Consiglio Comunale, con così scarso preavviso e senza un adeguato confronto, assuma decisioni che modificano in modo sostanziale la linea tenuta dalla Commissione da lui stesso nominata?
Se davvero si andrà presto alle urne – conclude la nota -, questa amministrazione dovrebbe limitarsi alle decisioni di ordinaria amministrazione, evitando di impegnare l’ente in scelte così rilevanti e potenzialmente divisive, che rischiano di trasformarsi in un’eredità pesante per la prossima consiliatura”.
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