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Violenza sulle donne: solo una su tre trova aiuto dalla regione Lazio: non accolte tante richieste di protezione ad alto rischio

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Nel solo 2023, nel Lazio, 274 richieste di protezione ad alto rischio non hanno potuto essere accolte. È solo una donna su tre trova aiuto. Le altre vengono rimandate indietro. È il dato preoccupante è che emerge e che cozza con la necessità di fornire maggiore protezione alle donne che subiscono violenza.
“Senza fondi e senza strutture, non c’è tutela: la Regione non può restare in silenzio”, spiega Emanuela Droghei consigliere regionale del Pd
che raccoglie l’allarme lanciato dall’assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale, Monica Lucarelli.
“Mancano i fondi, mancano i posti, manca la volontà politica – spiega Droghei – così la destra, al governo del Paese e della Regione, abbandona le donne. È un fallimento che ha conseguenze reali, gravi, quotidiane. Non possiamo più girarci dall’altra parte. Se Roma, con tutte le sue risorse, è costretta a dire che due donne su tre non possono essere aiutate, significa che siamo dentro un’emergenza sistemica. In una Regione che si proclama attenta alla sicurezza e ai diritti, è inaccettabile che la rete antiviolenza operi in queste condizioni”.
“È lo stesso schema – prosegue la consigliera regionale del PD – che vediamo con la sanità: il PNRR prevedeva Case di Comunità, ospedali territoriali, strutture vicine ai bisogni delle persone. Ma i progetti sono in ritardo, e nel frattempo si continuano a dirottare risorse verso il privato. Lo stesso avviene per la rete dei servizi per le donne: depotenziata, rallentata, spesso abbandonata. Il punto è politico: chi oggi governa il Lazio e il Paese appartiene alla stessa destra che parla di famiglia, sicurezza e tradizione, ma lascia sole le donne, non garantisce protezione, non investe in prevenzione. Noi chiediamo risorse certe, programmazione stabile, risposte immediate. Perché i diritti non possono essere solo annunci. E perché nessuna donna deve sentirsi sola, mai”.