Dopo la condanna 28 anni di reclusione in primo grado al processo “Tritone“ celebratosi alla tribunale di Velletri, per Giacomo Madaffari, che per gli investigatori era ai vertici della locale di ‘ndrangheta, Anzio-Nettuno, è arrivata anche la confisca di beni. Le indagini patrimoniali del Nucleo di via in Selci dei carabinieri su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, avevano portato al sequestro, lo scorso 6 novembre 2023, del vasto patrimonio riconducibile a Madaffari. Nelle ultime ore il Tribunale delle “Misure di Prevenzione” di Roma ha disposto la confisca di tutti i beni sotto sequestro, quantificati in circa 4 milioni di euro. In particolare, sono stati confiscati dieci fabbricati di pregio nei comuni di Nettuno e Anzio, tra cui ville dotate di piscina e ascensore interno, sei terreni ad Anzio, Nettuno ed Aprilia, cinque rapporti finanziari, contanti, due autovetture di grossa cilindrata e valori cambiari per 120 mila euro.
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