Home Calcio Calcio, Ranieri e Baroni: cosa unisce (e divide) i due mister

Calcio, Ranieri e Baroni: cosa unisce (e divide) i due mister

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Da una parte la Lazio che sta facendo un campionato eccezionale, a dir poco inaspettato. Dall’altra la Roma che invece ha iniziato la stagione con diversi problemi, cambi di allenatore e risultati che stentavano a decollare. Fino all’arrivo di Claudio Ranieri in panchina che sta cercando di risollevare il morale e i risultati. Addirittura in estate alla Roma venivano attribuite anche dalle quote del campionato di Serie A più alte probabilità rispetto ai rivali biancocelesti di ben figurare in campo nazionale e internazionale, ma il campo ha detto qualcosa di diverso. Quindi Marco Baroni in biancoceleste e Claudio Ranieri in giallorosso. Due allenatori di due generazioni diverse ma che hanno molto in comune, come la solidità difensiva, una disciplina tattica ben definita, con squadre ben organizzate, che sfruttano bene il contropiede e i calci piazzati. Ma andiamo a vedere invece nel dettaglio le tattiche dei due allenatori delle squadre della capitale.

Marco Baroni

Per aprire un nuovo ciclo della squadra, la Lazio ha deciso in estate di affidare la rosa a Marco Baroni, tecnico che ha fatto benissimo sia al Lecce che al Verona ed era evidentemente pronto per il salto in una grande squadra. Ma l’avvio della sua carriera alla Lazio non è stato dei migliori perché in un solo colpo ha visto andare via Felipe Anderson, Luis Alberto e Ciro Immobile, tre pilastri della squadra. Ma lui non si è scomposto e ha mantenuto il suo assetto tattico con il 4-2-3-1 che può anche trasformarsi in 3-1-4-2 dove il mediano aiuta la difesa in fase di costruzione dell’azione offensiva. Baroni utilizza molto la spinta dei terzini sia per arrivare al cross ma anche per coprire gli spazi e offrire alternative ai trequartisti in grado così di entrare in area avversaria con maggiore libertà. Il gioco offensivo di Baroni, partendo dalla pressione alta dei suoi giocatori per andare subito a recuperare il pallone, si basa molto sul ragionamento tattico e su una serie di passaggi per costruirsi l’azione. Elementi che hanno fatto per ora la fortuna della Lazio, che si gioca un posto per la prossima Champions League, ma soprattutto che ha permesso di raggiungere risultati fantastici, come la vittoria contro la capolista Napoli nella gara di andata, decisa da un gol di Andreas Isaksen. Una squadra insomma che prova a giocare di qualità e che si permette anche di sognare in grande, alla pari delle big del campionato.

Claudio Ranieri

Dall’altra parte c’è la Roma oggi affidata a Claudio Ranieri, non prima dei passaggi di Daniele De Rossi e Ivan Juric. I problemi dei giallorossi sono stati fin dall’inizio ben più che tattici tra antipatie e simpatie una situazione generale tesa che si rifletteva poi sulle prestazioni in campo. A novembre è quindi arrivato Claudio Ranieri, allenatore dalla grandissima esperienza, calmo ma carismatico e soprattutto con idee tattiche ben precise. L’ex allenatore di Juventus, Leicester e Cagliari ha provato innanzitutto a mettere ordine tra le fila della squadra e poi ha fatto qualche fondamentale modifica tattica. Innanzitutto non si è fatto impressionare dai nomi e se non in forma ha tirato fuori dal campo, senza farsi problemi, gente come Paulo Dybala o Lorenzo Pellegrini. Tatticamente ha impostato una Roma che gioca più verticalmente, alla ricerca della velocità della transizione offensiva, evitando il lungo possesso palla e cercando il gioco in velocità.