Scatta di nuovo, tra i pescatori della marineria di Anzio, l’allarme sulle condizioni di sicurezza del canale d’ingresso al porto di Anzio. A pochi mesi dal lavoro di escavo che ha visto la rimozione di ottomila metri cubi di sabbia, il problema è tornato a manifestarsi. In questi ultimi giorni numerosi pescherecci, soprattutto nella fase di rientro, hanno toccato più volte il fondale, con il rischio di restare incagliati. “Purtroppo – spiega Mauro Spina, uno degli armatori – quando arriviamo ce la vediamo veramente brutta. Il segnale lo dà alla schiuma bianca che si infrange sul fondale, proprio come accade quando l’onda finisce sull’arenile. In questo caso il pescaggio è veramente minimo e con la chiglia battiamo ripetutamente sul fondale rischiando di restare in incagliati. Più di qualche imbarcazione ha avuto problemi. Purtroppo il fondale non c’è quasi più“. Un problema che si ripropone a sei mesi da un intervento che doveva in qualche modo ridare sicurezza alla navigazione. Per questo i pescatori della marineria anziate tornano a chiedere a Comune e regione Lazio l’acquisto di una draga che stazioni stabilmente nel porto e intervenga per mantenere i livelli di sicurezza. “Una emergenza che ci trasciniamo da anni – spiega Domenico Spina, un altro armatore -. Abbiamo buttato milioni di euro per interventi tampone che non hanno risolto il problema. La regione ha stanziato altri 300 mila euro, ma rischiamo che vengano utilizzati per un altro lavoro di pulizia del fondale che non risolverà il problema, se non per un breve periodo. Per questo torniamo a chiedere al Comune e alla regione che il porto venga dotato della presenza fissa di una draga che possa eseguire, nell’arco dell’anno, i lavori di mantenimento dei livelli di sicurezza del canale di accesso. Altrimenti da questa storia non usciamo. In questo momento siamo noi pescatori a rischiare la vita”.
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