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Punto nascita ospedale di Anzio: ReteNoBavaglio Lazio si mobilita

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La ReteNoBavaglio Lazio si mobilita contro la chiusura del Punto nascita dell’ospedale “Riuniti” di Anzio “sacrificato” a favore della sua apertura all’ospedale “Colombo” di Velletri che pure era stato dichiarato inadeguato e non inserito nel piano sanitario regionale 2021-2023. Quindi la decisione della Regione Lazio e della Asl Roma6 di sacrificare Anzio a favore dell’ospedale di Velletri il cui punto nascita è stato invece inserito nel piano sanitario 2024-2026.

Difendiamo il Punto Nascite nell’Ospedale ‘Riuniti’ di Anzio e Nettuno! – scrive in una nota ReteNoBavaglioLa Regione Lazio ha annunciato la chiusura del punto nascite presso l’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno, una decisione che risulta essere alquanto discutibile e preoccupante per la salute e il benessere dei cittadini della zona. Questa scelta, presa nell’ambito del Piano sanitario 2024/2026, solleva serie preoccupazioni riguardo alla qualità e all’accessibilità dei servizi sanitari per le famiglie della regione. Chiudere un servizio già autorizzato dal Ministero della Salute – scrive il comitato – senza una chiara giustificazione o un sostegno tecnico convincente, mette a rischio la salute e la sicurezza delle donne in gravidanza e dei neonati.
Inoltre, la decisione di chiudere il punto nascite a favore di Velletri, dove sarà riaperto di nuovo il reparto, solleva delle forti preoccupazioni sulla distribuzione equa delle risorse sanitarie nella regione. È essenziale che le decisioni riguardanti la salute pubblica siano basate su dati scientifici e sulle esigenze reali delle comunità locali, anziché su considerazioni politiche o finanziarie.
Nei prossimi giorni – conclude ReteNoBavaglioorganizzeremo una mobilitazione per chiedere alla Regione Lazio di riconsiderare questa decisione e di impegnarsi a garantire un accesso equo e sicuro ai servizi di maternità per tutte le donne e le famiglie della regione. La salute dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare di decisioni affrettate o non supportate da adeguata valutazione e consultazione pubblica”.

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