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Giochi di carte: i più popolari nel Lazio

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Da numerosi decenni a questa parte i giochi di carte continuano a rappresentare il passatempo più semplice e immediato per tutti gli italiani. Va da sé che le regioni più popolate come il Lazio sono quelle che tradiscono puntualmente una certa tradizione relativa a queste attrazioni. In spiaggia, sul treno o tra i tavolini dei bar, a Roma e dintorni c’è spesso e volentieri chi inganna le attese con una bella partita a carte. La presenza di figure come re, cavalieri e regine sia nei mazzi francesi sia in quelli italiani ha sempre avvalorato la teoria secondo cui le carte avrebbero tratto ispirazione dagli scacchi, ma ad ogni buon conto rimangono accessibili ad ogni ceto sociale. Non sono pochi i giochi che risultano più diffusi e apprezzati dai laziali. Tra tutti, non si può non citare ad esempio il classico 7 e Mezzo, che richiede l’utilizzo delle carte regionali.

Il 7 e Mezzo

Nel 7 e Mezzo i partecipanti non si sfidano esattamente tra di loro, ma devono vedersela a turno col mazziere. Lo scopo è quello di conquistare il punteggio più elevato, chiedendo ulteriori carte o fermandosi alla prima ricevuta dopo aver dichiarato la propria puntata. Se si ottengono 7 punti e mezzo bisogna dirlo subito, ma a parità di condizioni è il banco a vincere. La “matta”, ossia il re di denari, è difatti il jolly del gioco e può valere mezzo punto o qualsiasi punteggio intero.

La Zecchinetta

Tipica delle fiere romane è invece la Zecchinetta, che per certi versi ricorda il Poker. Si narra che la sua origine risalga a qualche secolo fa e che siano stati i lanzichenecchi a farlo conoscere nella capitale. L’obiettivo è quello di trovare una carta uguale alla prima carta scoperta, tirando fuori poco alla volta tutte le altre. Stando alle regole, lo svolgimento dipende dal banco: se pesca una carta con lo stesso valore di quella alla sua sinistra, conquista le puntate dei partecipanti, ma se la nuova carta è uguale di quella alla sua destra, sono gli altri giocatori a prevalere. La Zecchinetta si giocava soprattutto in passato, prevalentemente tra le strade. Pare infatti che fosse un’attrazione interessante anche per i turisti che si trovavano in zone in vista come piazza di Spagna. Sicuramente, merita più di ogni altro la nomea di “gioco popolare”.

Lo Scopone

Nel Lazio lo Scopone sembra riscuotere più successo della solita Scopa. Rispetto a quest’ultima, le regole dello Scopone sono solo leggermente differenti, ma possono velocizzare l’andamento di una partita. Si gioca infatti in coppie e sin dall’inizio i 4 giocatori ricevono 10 carte a testa, oppure 9 mentre altre 4 vengono messe scoperte sul tavolo: in questo caso si parla di “Scopone scientifico”. Sembra siano stati gli spagnoli a importare questo gioco nel nostro Paese. Nel tempo questa attrazione è diventata particolarmente iconica in Italia. Celebre è la foto che ritrae alcuni membri della nazionale di calcio dell’82 giocare a Scopone in aereo, insieme all’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini.

La Scala 40

Un altro gioco di carte estremamente diffuso nel Lazio è la Scala 40. Importata dall’Europa dell’Est, la Scala 40 condivide con altri giochi come il Ramino il sistema di calcolo dei punti. A inizio partita i giocatori ricevono 13 carte a testa, con le quali possono già provare a calare delle combinazioni di almeno 40 punti per eseguire l’apertura. Al fine di arrivare alla chiusura è necessario sbarazzarsi di tutte le carte in mano, eventualmente attaccandole anche alle combinazioni degli avversari. Nella Scala 40 non si deve raggiungere una soglia di punti, ma si viene estromessi dalla partita quando si supera quota 150. A prevalere è dunque l’ultimo giocatore che rimane regolarmente in gara.