Intervistata la mamma del bambino di 11 anni aggredito e rapinato il 6 gennaio scorso da una baby gang nella zona del parco di Villa Adele ad Anzio.
“Da quando è stato rapinato, mio figlio Francesco (nome di fantasia ndr) è costretto ad andare dallo psicoterapeuta, la notte dorme poco, ha paura e vuole uscire solo con noi”. E’ seduta in un bar di Anzio la signora Alessandra vuole raccontare la storia che ha visto protagonista in negativo suo figlio. Francesco ha 11 anni e il 6 gennaio scorso, giorno della Befana, è stato rapinato nel parco di Villa Adele, in centro ad Anzio, da tre giovanissimi, due dei quali sono stati identificati e denunciati dalla polizia per rapina. Si tratta di un tredicenne italiano e di un quindicenne di nazionalità tunisina. Erano insieme a un terzo ragazzino che, però, non è stato ancora identificato dalla polizia.
“Una brutta storia che non auguro a nessuno”
“È una situazione che non auguro a nessun genitore – spiega la signora – ricordo benissimo quel giorno. Era la festa della Befana e con mio marito e Francesco avevamo deciso di passare il pomeriggio ad Anzio centro, visto che abitiamo in periferia. Doveva essere una giornata tranquilla. Abbiamo lasciato nostro figlio con i suoi amici che lo aspettavano nei pressi del parco di Villa Adele, mentre io e mio marito siamo andati a fare una passeggiata insieme ad altri amici. Con l’impegno di ritrovarci alle 18,30 davanti al parco per tornare a casa”. Quella che doveva essere una giornata tranquilla, si è trasformata in un incubo per i genitori del ragazzino. “Considerato che sul telefonino di mio figlio abbiamo installato un’applicazione per seguirne i movimenti – continua il racconto – ad un certo punto ho telefonato a mio figlio che non mi ha risposto, mentre sullo schermo del mio telefonino ho visto l’icona con il volto di Francesco che schizzava impazzita da una parte all’altra in maniera irregolare, come se stesse correndo. Abbiamo capito subito che c’era qualcosa che non andava e siamo corsi verso villa Adele; mio figlio ci è venuto incontro piangendo, raccontandoci che era stato rapinato da tre ragazzini. Lo avevano avvicinato con una scusa e uno dei tre gli aveva strappato il marsupio nel quale c’erano un portafoglio con venti euro e il telefono cellulare che alle 18,30 è stato spento in via degli Elci dove la polizia ha ritrovato il marsupio senza portafoglio e telefono. Un’azione rapida che aveva sorpreso anche gli amici di mio figlio che erano a pochi metri di distanza”.
Il giorno dopo è stato identificato il primo rapinatore
Il giorno dopo, grazie alla testimonianza della stessa vittima, la polizia ha rintracciato un ragazzino italiano di 13 anni che ha ammesso le proprie responsabilità, ma non facendo i nomi dei due complici. E’ stato quindi riconsegnato ai genitori perché non imputabile. Il papà e la mamma di Francesco non si sono arresi e hanno continuato a battere il centro di Anzio per cercare di individuare gli altri due rapinatori. In particolare quello che aveva strappato il marsupio a loro figlio. Cinque giorni dopo la rapina, Francesco e i genitori si sono trovati a passare davanti al parco di Villa Adele mentre stavano uscendo dei ragazzi. E tra questi il ragazzino ha riconosciuto uno degli aggressori: “mamma, papà, è quello che mi ha rapinato”, ha esclamato.
L’inseguimento e la cattura del secondo rapinatore
“A quel punto – riprende il racconto – io e mio marito siamo scesi dall’auto e siamo andati verso questo ragazzo per parlargli. Appena ci ha visto, ha messo il cappuccio sulla testa ed è fuggito in direzione di piazza Pia. Mio marito ha subito avvertito la polizia mentre io gli sono corsa dietro; il caso ha voluto che arrivato all’altezza di Piazza Garibaldi si è trovato davanti una volante del Commissariato che era in zona. Agli agenti ho gridato che quello era il ragazzo che aveva rapinato nostro figlio. Lui ha continuato la fuga fino alla zona della banchina della piccola pesca, ma quando è risalito sul lungo porto è stato bloccato dagli agenti e portato in Commissariato”.
Il riconoscimento in Commissariato
Successivamente, attraverso alcune foto segnaletiche, la vittima ha confermato il riconoscimento della persona che gli aveva strappato il marsupio. Per questo è stato denunciato. “Si tratta di un ragazzo di 15 anni di nazionalità tunisina, che non frequenta la scuola e ha il piglio del piccolo boss visto che frequenta ragazzi più piccoli di lui di uno e due anni”, spiega la mamma di Francesco. L’episodio ha per il momento portato danni psicologici all’undicenne rapinato. “Purtroppo la notte dorme male, ha paura, e vuole sempre la nostra presenza – spiega – È disorientato nei rapporti con i coetanei. Prima era contento di uscire con loro per fare una passeggiata, oggi vuole stare con noi, ha paura. Siamo sicuri che supererà questa fase, ma certo il momento è difficile”.
Più controlli nella zona del parco di Villa Adele
La signora Alessandra mette sotto accusa la mancanza di vigilanza e controlli all’interno del parco di villa Adele. “È successo a mio figlio – spiega – ma poteva accadere a chiunque. Purtroppo, anche se il parco è tenuto bene i controlli non ci sono, non ci sono telecamere e può veramente capitare a chiunque di poter essere rapinati. Non si può avere paura a frequentare un parco pubblico al centro di Anzio. Spero che episodi del genere non si ripetono, ma, purtroppo, nella zona di Anzio centro bande di ragazzini si muovono incontrollati e molto spesso usano questi comportamenti. Le forze dell’ordine devono fare di più perché questi episodi non si ripetano”.










