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Nettuno, scoperto nell’area del Poligono cippo in memoria della Terza Divisione Fanteria USA

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Nella zona dell’Osservatorio Cortese al Poligono militare di Nettuno è stato scoperto il cippo in marmo e travertino che ricorda l’X Ray Beach, il punto esatto dove all’alba del 22 gennaio 1944 sbarcò la Terza Divisione Fanteria Usa. Alla cerimonia di scopritura del cippo erano presenti il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, il segretario generale della difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti Luciano Portolano, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il presidente del consiglio regionale Antonio Aurigemma, il vice sindaco di Città metropolitana Pierluigi Sanna, la commissione straordinaria che amministra il Comune di Nettuno, il presidente della commissione Esteri e Difesa alla Camera Stefania Craxi, rappresentanti delle ambasciate statunitense, britannica e canadese e naturalmente il direttore del Poligono militare Dario Porfidia. Durante la cerimonia hanno preso la parola il generale Portolano, che ha ricordato l’importanza dell’area del Poligono nello sbarco anglo americano, e il sottosegretario Isabella Rauti che si è soffermata sull’evento facendo una ricostruzione storica di quei giorni.

Lo sbarco del 22 gennaio 1944 – ha detto il sottosegretario – ha segnato una linea netta di demarcazione storica, tra un prima e un dopo. Perché lo sbarco anfibio voleva rovesciare una fase di stallo del conflitto e trasformarla in una guerra di movimento. Non tutto andò come previsto, ma questa operazione ha comunque definito l’inizio della fine. Lo sbarco sulla costa di Anzio e Nettuno – ha proseguito – è stato comunque il primo passo verso la liberazione di Roma e alla lunga l’esercito tedesco fu costretto alla ritirata.
Oggi come ottant’anni fa non si deve mai rinunciare alle battaglie nel nome di valori come pace, libertà, democrazia. Dobbiamo difenderli sempre e soprattutto non possiamo mai darli per scontati. Dobbiamo difenderli con strumenti diversi rispetto al passato – ha continuato il sottosegretario Rauti -, dovuti alle contingenze, ma anche con i mezzi che sono stati i punti di forza in questi anni, ossia la capacità di dialogo e di mediazione e sugli scenari internazionali”.