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Nettuno, l’ultimo saluto a Sibora, vittima in Spagna di femminicidio

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Nettuno ha dato l’ultimo saluto a Sibora Gagani la giovane di origine albanese ma residente a Nettuno da tanti anni, uccisa dal convivente nel 2014 e murata in un intercapedine di un appartamento di Torremolinos in Spagna. La comunità si è stretta alla mamma Elisabetta e al fratello di Sibora in questo momento di dolore al santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nettuno dove sono stati celebrati i funerali. Sul feretro con le spoglie di Sibora, solo i fiori bianchi. Fiori della purezza.

A celebrare la funzione religiosa padre Pasquale Gravante, rettore del santuario. In prima fila anche il prefetto Antonio Reppucci presidente della Commissione straordinaria che amministra Nettuno e rappresentanti dell’associazione “Penelope” che hanno sostenuto la famiglia di Sibora nelle pratiche per il rientro in Italia della salma.

“Vogliamo chiedere a Dio quel balsamo che guarisce le ferite, che allevia il dolore per la perdita della nostra sorella Sibora – ha detto padre Gravante nell’omelia -. Chiediamo al signore di rafforzare dentro di noi la fede nella risurrezione. Crediamo che in questo momento Sibora trovi pace con te, contemplando il tuo volto e riposando sul tuo cuore. Altri pensieri e situazioni le lasciamo fuori perché questo è un momento intimo di preghiera in cui la comunità si stringe alla famiglia.

Al termine della funzione religiosa le amiche di infanzia Antonella, Sara, Martina e Annamaria hanno letto un breve ricordo di Sibora. “In questi anni sei stata una farfalla vicina, ma irraggiungibile – l’hanno ricordata – Eri buona, solare, sempre con il sorriso. Sei stata, sei, sarai sempre nei nostri cuori. All’uscita dal santuario del feretro sono stati liberati in aria dei palloncini di colore bianco sulla musica “In assenza di te” di Laura Pausini. La bara di Sibora è stata tumulata al cimitero di Nettuno in un loculo donato dal Comune che ha provveduto a coprire anche le spese del rimpatrio della salma e del funerale.