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Al centro sportivo “Santa Barbara” l’ultimo saluto a David Calabrò il ciclista investito e ucciso

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La bara di legno chiaro sistemata all’altezza del monte di lancio di uno dei tre campi di baseball del centro sportivo Santa Barbara a Nettuno. Il baseball, lo sport praticato da ragazzo da David Calabrò, il ciclista 46enne di Nettuno travolto e ucciso la settimana scorsa mentre si allenava alle porte di Cisterna di Latina da un uomo di ottant’anni alla guida di una Volkswagen Golf. I funerali sono stati celebrati in forma laica su uno dei diamanti del centro sportivo. Sulla bara il caschetto di baseball, alle spalle in bella mostra le maglie con i titoli che David aveva conquistato indossando la maglia del team Iron Bike di Nettuno. I compagni della squadra si sono schierati davanti al feretro a semicerchio, per una cerimonia che ha messo in evidenza le qualità dello sfortunato ciclista. Presenti anche numerose società sportive di ciclismo della zona: Anzio Bike, Asd Dell’Aguzzo Nettuno, la ASD Sacro Cuore Nettuno, Asd Sgauzzoni di Aprilia, ASD Ciclomillenium, Team Peloso Aprilia e Audax Fiormonti Aprilia. 

Il ricordo della mamma Daniela

La prima a prendere la parola per il ricordo di Davide, è stata la mamma Daniela che ha espresso parole durissime contro chi ha investito e ucciso suo figlio. “Hai strappato agli affetti più cari e alla comunità uno dei fiori più belli – ha tuonato -. Un uomo sincero, un giovane sempre allegro pronto a dare a tutti senza nulla pretendere. La vita la amavi eccome. Dicevi che da vecchio volevi arrivarci bene, in forma, per assolvere alle nostre necessità quotidiane, di noi genitori, alle quali non ti sei mai sottratto. Parlando del pericolo di uno sport su strada mi dicevi “non ti preoccupare mamma, mica sono scemo, a casa ci voglio tornare”. E invece non sei tornato più”. La signora Daniela ha poi ricordato i due sport per il quale suo figlio ha avuto una grande passione: in età giovanile il baseball, poi il ciclismo. “Lo avevi abbracciato in età matura – ha detto – e mi spiegavi che vedevi nuovi luoghi, nuovi panorami, avevi nuovi amici. Sei stato campione provinciale nel 2022, campione nazionale di cronoscalata, campione regionale 2023, una maglia conquistata con il massimo dei sacrifici che non potrai mai vedere”. E poi sulla morte dei ciclisti e in generale delle vittime della strada: “dicevi che erano anche vittime di questa società di consumi che pur di vendere ha armato le mani di chi un mezzo non lo dovrebbe portare. Speriamo che la tua morte abbia giustizia, sia da esempio e monito per questi scellerati che vanno in giro consapevoli di fare del male. Sei stato un sole per tutti noi e la tua luce dovrà splendere sempre. Non ti farò mai dimenticare. Non lo meritavi. Sei stato un esempio di valori”.

Il saluto del direttore dello stabilimento

Dopo la mamma, è intervenuto Alessandro Ferullo, direttore dello stabilimento Smurfit Kappa Italia packaging di Padiglione dove David lavorava. “Perdiamo un ragazzo d’oro – ha detto – per una morte che provoca rabbia, dolore, tanti sentimenti. Lo voglio ringraziare per quello che ci ha dato, per quello che è stato. Rimarrà nei nostri cuori”.

Il ricordo degli atleti della Iron Bike

Quindi la lettera degli amici della società Iron Bike per il quale David Calabrò correva. “Hai lasciato un grande vuoto nella nostra squadra, quella che amavi così tanto. Mancheranno le tue foto ogni giorno, i tuoi appuntamenti per giri improbabili, all’arrivo non sentiremo più la tua voce, non la sentiremo più in griglia nella gran fondo dove prima di partire davi la mano a tutti per darci un in bocca al lupo. Sarà dura, ma andremo avanti nel tuo ricordo; sarai per sempre con noi, per sempre uno di noi”. Una atleta della squadra, rotta dall’emozione, è intervenuta ricordano David e auspicando una riflessione sui rischi che corrono i ciclisti. Quindi le parole affettuose degli ex compagni di liceo, con i quali David era rimasto in stretto contatto.

L’aneddoto dell’amico Roberto

A conclusione della celebrazione, l’intervento dell’amico fraterno Roberto, anche lui dell’Iron Bike, che ha raccontato numerosi aneddoti dell’amicizia con David. Tra i quali quello della passione comune con karaoke e, in particolare, per una canzone legata al ciclismo, quella di Francesco De Gregori “Il bandito e il campione” che parla dell’amicizia, prima che le strade si dividano, tra il grande ciclista Costante Girardengo e il bandito Sante Pollastri. In proposito Roberto ha ricordato che nei giorni scorsi risalendo in macchina al termine di un sopralluogo sul luogo dell’incidente nel quale ha perso la vita David, ha acceso la radio nel momento in cui sul canale sintonizzato è partita proprio la canzone “Il bandito e il campione”. “Un segnale? – si è chiesto Roberto – Non lo so, ma certo è che la coincidenza mi ha fatto sentire David ancora più vicino”.

E la cerimonia funebre si è chiusa proprio sulle note del “Il bandito e il campione”.