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La testimonianza di una nostra collaboratrice da Bruxelles

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La nostra collaboratrice Rebecca Riitano si trova in questi giorni a Bruxelles per partecipare a un incontro organizzato all’interno del progetto #EuinMyRegion Media Trips, che ospita presso la città belga professionisti dell’informazione appartenenti ai diversi Stati delll’Unione. È arrivata a Bruxelles la mattina successiva al noto attentato. Questa la sua testimonianza a meno di 24 ore dai fatti:

Le strade sono vuote, ogni tanto si vede qualche passante attraversare la strada. Ma sono sempre in due o in tre, mai da soli. I tram continuano a svolgere il loro giro quotidiano e i guidatori aprono le porte solo per dovere, non per necessità, dato che i cittadini non salgono sui mezzi. Però i locali sono aperti e, nel tardi pomeriggio, qualche giovane si azzarda a uscire di casa per incontrarsi con gli amici al bar. Le conversazioni sono fitte e sussurrate. In questa Bruxelles, dove il silenzio irreale viene rotto soltanto dalle sirene della polizia, sembra quasi di essere una comparsa.

A seguito dell’attentato avvenuto nella serata di lunedì 16 ottobre, i controlli sono aumentati in città e le indagini sono proseguite. Nel corso della giornata di ieri, infatti, sulle strade sono corse volanti di polizia a sirene spiegate, in quanto hanno svolto quattro perquisizioni e fermato ben due persone per presunti contatti con l’attentatore.

Sul giornale in edicola questo fine settimana il suo racconto completo e quello di un’altra nostra collaboratrice che ora vive proprio a Bruxelles, Giuliana Vargetto.