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Nettuno, università civica istituzione “inutile”: il Comune scioglie la “Andrea Sacchi”

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Completamente smantellata l’università civica “Andrea Sacchi” di Nettuno. Era questione di tempo e la decisione è arrivata. La commissione straordinaria ha infatti recepito una determina dirigenziale che dispone la cessazione di ogni attività dell’istituzione che, va detto, era inoperativa dal gennaio 2019, da quando l’allora commissario straordinario Bruno Strati decise la rimozione del direttore Chiara Di Fede, alla quale fecero seguito le dimissioni dei consiglieri di amministrazione. L’amministrazione di centrodestra guidata da Alessandro Coppola aveva completato l’opera di impoverimento trasformando l’Unicivica in istituzione civica “Andrea Sacchi“ che avrebbe dovuto perseguire non meglio specificate “finalità sociale dell’inclusione sociale, della formazione, del coinvolgimento dei cittadini nella vita socio-culturale del territorio“. Una finalità assolutamente fumosa, tanto è vero che durante l’amministrazione Coppola la nuova istituzione è rimasta inoperativa finendo di fatto su un binario morto. Lo scioglimento dell’Unicivica segue il suo spostamento dall’area cultura all’area servizi sociali. Un passaggio che ha una sua logica quando nella proposta di delibera di cessazione si prende atto “…che successivamente all’approvazione del nuovo regolamento dell’istituzione comunale A. Sacchi non sono stati mai più integrati dal 2020 né il consiglio di amministrazione né il presidente anche per il venir meno della sua stessa ragione d’essere per il prevalente assorbimento dei servizi sociali all’interno del Piano piano di zona per i servizi sociali in atto tra il Comune di Nettuno e il Comune di Anzio“. Insomma, dalla cultura ai piani di zona. Mistero. Ma forse no. Insomma, una università civica che organizzava corsi di formazione per la regione, per il personale dei Comuni, seminari sulle tematiche giovanili e sull’Europa, organizzava corsi di vario genere ai quali partecipavano – pagando – cittadini di ogni età, con il suo passaggio nell’area “servizi sociali“ voluto dalla politica, ha decretato la sua fine. Voluta. Una decisione sconcertante è deprimente che svilisce ancora di più il panorama culturale cittadino. Voluta nel 1995 dell’ex sindaco Carlo Conte, l’università civica “Andrea Sacchi“ è stato per quasi 25 anni un presidio culturale indipendente e importantissimo sul territorio, che ha visto lo svolgimento di centinaia di corsi con centinaia di partecipanti. Una istituzione che è stata in grado, lavorando a pieno regime su una importante offerta culturale, di coprire le spese di gestione. E lascia amarezza leggere nella proposta di delibera “…che, allo stato, tale istituzione mentre è del tutto priva di personale continua ad essere un costo per il Comune di Nettuno dal momento che l’amministrazione comunale ha in affitto i locali destinati all’università A. Sacchi per i servizi sociali“. E si arriva alle ultime tre righe dell’atto: “pertanto, è necessario e opportuno procedere alla presa d’atto della cessazione dell’istituzione comunale A. Sacchi in quanto divenuto ente inutile per il quale continuano a gravare sul bilancio dell’ente costi di gestione“. Una storia che abbiamo raccontato negli ultimi tre anni. Una storia sconcertante che rappresenta una sconfitta per la città di Nettuno. L’ennesima.