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Ariete a Le Iene in difesa della comunità Lgbtq+: “c’è chi soffre in silenzio, e io voglio parlare per loro”

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La cantautrice Ariete

Martedì 7 marzo è andata in onda la consueta puntata del programma televisivo “Le Iene“, che ha visto come ospite della serata proprio la cantautrice di Anzio Arianna Del Giaccio, in arte “Ariete“.
Nel monologo che offrono gli artisti e le celebrità invitati nel programma che va in onda su Italia 1, Ariete ha deciso di parlare di tutte quelle violenze che la comunità Lgbtq+ subisce in silenzio. Un discorso non solo molto toccante, ma anche pratico, dato che ha citato associazioni e numeri verdi da contattare in caso di pericolo e per chiedere aiuto.
Di seguito, vi riportiamo il testo integrale del discorso:

Ma non la senti la responsabilità? Questa è la domanda che mi fanno di più. Vogliono sapere se mi sento portavoce di qualcosa. Da ragazza di 20 anni felice, amata, libera, sono sempre rimasta lì, con la coda tra le gambe, a cercare una risposta. Posso davvero farmi portavoce di qualcosa, lasciare un’impronta importante? Oggi ci provo e voglio parlarvi della cruda realtà che sta dietro la comunità LGBTQ+ oltre la bolla dei social e della sensibilizzazione. La realtà di un ragazzo transessuale o di una ragazza omosessuale che sentono tutti i giorni il peso di chi non li accetta, delle cicatrici tenute nascoste. La realtà di chi, purtroppo, non c’è più. Febbraio 2023, a Frosinone una ventenne lesbica viene travolta da sputi, schiaffi e insulti dalla madre. ‘Preferirei una figlia morta’, le dice. Ottobre 2022, in provincia di Como un cameriere di 22 anni viene minacciato con espressioni omofobe, inseguito, massacrato di botte e finisce ricoverato in ospedale con trauma cranico e politrauma. Ancora ottobre 2022, Naomi Cabral, donna trans di 47 anni, viene trovata morta in una camera d’albergo. Sempre ottobre 2022, per la terza volta nello stesso mese, Chiara, ragazza transgender di 19 anni, si suicida a Napoli dopo aver subito episodi di violenza, bullismo ed emarginazione. Queste sono solo alcune delle storie emerse, poi c’è chi soffre in silenzio. E io voglio parlare per loro. Far emergere la loro voce. Non aspettate a chiedere aiuto. Ci sono associazioni come Gay Help Line che possono offrirvi un aiuto gratuito, da subito. Basta una telefonata all’800713713. Ma non la senti la responsabilità? Sì, la sento, per le cose giuste, per le cose vere, per Naomi, Chiara e chissà quanti altri, per gli esseri umani, per non dimenticarcene mai”.