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Anzio, è un romano di 50 l’uomo che ha abbandonato il cane ferito in via Zagarolo

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E’ stato identificato l’uomo che tre giorni fa ha abbandonato su un terreno incolto di via Zagarolo ad Anzio il proprio cane, un pastone maremmano di circa due anni con una frattura alla gamba destra. Ad identificarlo i volontari dell’Associazione guardie zoofile Le Aquile che lo avevano trovato peraltro sul posto. Ha spiegato che non era in grado di sostenere le cure del proprio cane e per questo aveva deciso di abbandonarlo. Si tratta di un uomo di 50 anni residente a Roma. L’uomo aveva portato il pastore maremmano per una visita presso una clinica veterinaria di Ardea dove i sanitari avevano accertato la frattura della zampa anteriore destra. Dopo aver fasciato l’arto, avevano prescritto una cura antibiotica per bloccare una infezione; quindi si erano raccomandati di riportare il cane per un controllo. Invece il cinquantenne ha caricato il pastore maremmano sul furgone con il quale aveva raggiunto Ardea e ha proseguito per Anzio dove ha abbandonato l’animale.

Il suo comportamento non è sfuggito ad una passante che ha avvertito l’Associazione Le Aquile. L’uomo ha quindi spiegato ai volontari che aveva visto il cane ferito e lo stava soccorrendo. Ma non era vero. Dopo una ricognizione tra gli ambulatori veterinari del territorio, i volontari hanno infatti accertato che il pastore maremmano era stato medicato in una struttura sanitaria di Ardea; a quel punto è stato facile identificare nel proprietario proprio il cinquantenne sorpreso in via Zagarolo. L’uomo si è giustificato, spiegando che sarebbe stato troppo costoso curare il cane e quindi aveva deciso di abbandonarlo. Considerato che il pastore maremmano era privo di microchip, il cinquantenne è stato multato di 308 euro e rischia anche una denuncia per maltrattamenti di animale. Il pastore maremmano si trova presso la clinica veterinaria del canile Alba Dog a Pomezia dove le sue condizioni di salute vengono monitorate, ma sono in netto miglioramento. “E’ un cane dolcissimo – spiegano i volontari dell’associazione Le Aquile – Speriamo che, una volta guarito, qualcuno lo adotti”.