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Pensioni: ecco come funziona la nuova “quota 103”

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Il fiscalista ed ex consigliere del Pd nettunese Roberto Alicandri spiega come funziona la quota pensionistica 103 e cosa deve fare per usufruirne chi ne ha diritto.

La cosiddetta pensione anticipata flessibile, meglio nota come “quota 103“, consentirà per il solo 2023 di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età a tutti i lavoratori assicurati presso l’Inps.
Questo trattamento è una evoluzione di “quota 100” e della successiva “quota 102” perché a parte pochissime differenze, ne ripercorre sostanzialmente le orme.
La vera e propria novita è che ci sarà un tetto all’importo lordo conseguibile pari a 2.820 euro mensili, cioè circa 2.100 euro netti, fino al compimento dell’età per poter accedere alla pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni). Da quel momento l’importo della pensione diventerà quello effettivamente maturato senza il tetto previsto da “quota 103“.

Come nelle precedenti “quote” questa pensione anticipata si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti, anche del pubblico impiego, a quelli autonomi ed a quelli parasubordinati che, come detto, siano in possesso di 62 anni e 41 anni di contributi entro la fine del 2023.
Ai fini del raggiungimento dei 41 anni di contributi si possono cumulare gratuitamente tutti i periodi accreditati nelle gestioni Inps mentre per poter sommare anche i contributi versati presso le casse professionali dovrà essere effettuata una ricongiunzione onerosa verso le gestioni Inps.
Sempre in analogia con “quota 100” e “quota 102“, anche la nuova pensione anticipata flessibile prevede un sistema di finestra mobile, di tre mesi dalla maturazione dei requisiti per il settore privato (dipendenti e autonomi) e di sei mesi per il pubblico impiego.
Ad esempio, se i requisiti sono maturati entro il 31 dicembre 2022 la finestra per i primi si aprirà il 1 aprile 2023 mentre per il pubblico impiego il 1 agosto 2023. Per il comparto scuola la finestra sarà per tutti il 1 settembre 2023.

Resta ancora il divieto di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo sino al raggiungimento dell’età di 67 anni con la sola esclusione del lavoro autonomo occasionale nei limiti di 5.000 euro lordi l’anno.
Confermato infine anche il diritto cristallizzato, ovvero chi avrà i requisiti entro la fine del 2023 potrà esercitare il diritto ad andare in pensione con “quota 103” anche negli anni successivi. D’altronde è utile rammentare che ciò vale tuttora anche per chi aveva maturato “quota 100” entro la fine del 2021 o “quota 102” entro la fine del 2022.