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Contributi alimentari ai bisognosi, continua la polemica

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Torna all’ordine del giorno delle problematiche nettunesi la questione relativa ai contributi alimentari per le famiglie in difficoltà, dopo che già alcuni mesi fa si erano sollevate diverse polemiche per i fondi non sfruttati completamente e rimasti nelle casse comunali invece di essere erogati a chi ne aveva bisogno.
Le cose a tutt’oggi non sono cambiate di molto, ed è ancora una volta il capogruppo del Partito Democratico Roberto Alicandri a segnalare il problema, chiamando direttamente in causa il neo assessore Maira Falcone.
Abbiamo atteso invano che il contributo alimentare per le famiglie in difficoltà fosse erogato anche nei mesi successivi alla prima erogazione, ma nulla è accaduto – commenta Alicandri – le tessere sanitarie sono rimaste desolatamente vuote come se le persone non mangiassero tutti i mesi ma solo ogni tanto. Ricordiamo che la cifra stanziata dallo Stato ancora non spesa dal comune di Nettuno si aggirava intorno ai 450 mila euro prima dell’ultima erogazione e che gli ultimi buoni sono costati circa 120 mila euro. Cosa ci voleva a fare in modo che il contributo arrivasse in modo automatico almeno a cadenza trimestrale? Nulla, solo la buona volontà ed il buonsenso. Facendo conti semplici vuol dire che i nostri concittadini più in difficoltà potrebbero avere questo aiuto per tutto quest’anno ogni tre mesi, rendendo così la loro quotidianità almeno un pochino più semplice. E invece nulla sembra sia stato fatto dalla nuova assessora Falcone. La cosa onestamente ci sconcerta proprio per quanto affermato da ella stessa circa la sua provenienza dal mondo dell’assistenza. Dovrebbe ben sapere, come me, e come tutti coloro che vogliono fare politica, che sono tante le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà e che tutti i giorni fanno i salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena. Assessora, anche se questa sua esperienza durerà poco, batta un colpo – è l’appello del consigliere – tutti sappiamo che il destino di questa amministrazione è, per la fortuna di tutti, segnato, ma non usare i soldi che lo Stato ha destinato ai più deboli, e che non possono essere spesi in altro modo e che rischiano addirittura di dover essere restituiti, non ha alcuna giustificazione. Si faccia quindi al più presto una determinazione con la quale vengono rese automatiche le ricariche trimestrali delle tessere sanitarie e contemporaneamente si riaprano i termini per fare nuove domande per coloro che non hanno fatto in tempo o non erano a conoscenza del bando. Cose semplici che persino una amministrazione allo sbando come quella di cui assessora Falcone lei fa parte può riuscire a fare”.