Home Cronaca Anzio, convegno al Lido Garda sulle infiltrazioni mafiose: “mai abbassare la...

Anzio, convegno al Lido Garda sulle infiltrazioni mafiose: “mai abbassare la guardia”

241
0

Giornata di riflessione e confronto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei comuni di Anzio e Nettuno all’hotel Lido Garda nel convegno sulla legalità “LegalizzAnzio 2″. Ad organizzare l’evento i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e di Alternativa per Anzio.

Durante i lavori sono state in particolare ricordate le inchieste della magistratura che hanno coinvolto il comune di Anzio. Ai lavori hanno partecipato i consiglieri comunali di 5 Stelle Rita Pollastrini, e Alessio Guain, Mariateresa Russo e Luca Brignone di Alternativa per Anzio; sono intervenuti la senatrice Elena Fattori di Sinistra Italiana, l’onorevole Angela Salafia del Movimento 5 Stelle componente della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e Massimo Cervellini segretario regionale di Sinistra italiana.

Durante i lavori del convegno è stato in particolare ribadito il radicamento sul territorio della criminalità organizzata legata alla ‘Ndrangheta. Una presenza che risale agli anni ‘70, ma che solo oggi, alla luce all’inchiesta “Tritone” della Dda, ha certificato chiari infiltrazioni malavitose nella macchina amministrativa con chiari contatti tra politici ed esponenti della criminalità organizzata locale. Un’inchiesta che ha spinto la prefettura di Roma ad inviare due commissioni di accesso per fare chiarezza sia al Comune di Anzio che a quello di Nettuno.

“Le vicende legate all’operazione “Tritone” con il conseguente rischio di scioglimento del consiglio comunale di Anzio per infiltrazione mafiose – spiegano gli organizzatori – ci impongono approfondimenti e riflessioni che vanno al di là delle eventuali responsabilità penali.
È doveroso, in un momento di particolare difficoltà e fragilità delle istituzioni, rimettere al centro il ruolo della politica per interrogarsi su responsabilità ed opportunità nel contrasto alla permeabilità mafiosa della pubblica amministrazione”.