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Nettuno, piani sociali di zona: i fondi distratti dal Comune e utilizzati come cassa per le spese correnti

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Dietro il selfie gioioso delle due amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno riunite per definire il budget dei piani sociali di zona, c’è dell’altro. C’è la conferma delle cifre che avevamo anticipato nei giorni scorsi: nel passaggio di consegne del capofilato, Nettuno deve restituire ad Anzio 6,3 milioni di fondi non impegnati su progetti e 1,8 milioni di euro vincolati sul bilancio comunale. In tutto 8,1 milioni di euro. Le cifre sono emerse con chiarezza durante l’incontro di questa mattina alla presenza del rendicontatore.
Ma durante la riunione è emerso anche un altro aspetto molto grave: a corto di liquidità, i 6,3 milioni di euro del budget dei piani sociali di zona il comune di Nettuno li ha usati come cassa: sarebbero dunque stati sottratti alla loro finalità, che era quella di finanziare progetti relativi al sociale, per pagare fornitori e spese correnti. Ad un certo punto della riunione il sindaco di Anzio Candido De Angelis ha scoperto le carte quando ha chiesto all’assessore ai servizi sociali del Comune Nettuno Maddalena Noce e al sindaco Alessandro Coppola se Nettuno sarebbe stato in grado di restituire i 6,3 milioni di euro in unica soluzione. Alla richiesta, sindaco e assessore hanno assicurato che era un’operazione possibile. A quel punto, per avere conferma, è stato contattato il dirigente dell’area economica del Comune di Nettuno Gianluca Faraone che invece ha smentito il suo sindaco e l’assessore sulla possibilità di restituire in un’unica soluzione i 6,3 milioni di euro del budget ad Anzio. Anche perché Nettuno rischierebbe il dissesto finanziario. Insomma un quadro a dire poco inquietante con risvolti che potrebbero interessare la magistratura contabile.

Gli 8,1 certificati in via definiva durante la riunione saranno riportati nella delibera di consiglio comunale del 14 febbraio che dovrà sancire definitivamente il passaggio dei piani sociali di zona da Nettuno ad Anzio. Per quanto riguarda gli 8 milioni di euro in ballo da restituire, verrà definito un piano di rientro a “rate”.