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Nettuno: operatore dell’Asl firma l’atto di morte quando la donna era ancora in vita

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Una piccola disavventura è accaduta ieri mattina, a Nettuno.

Un’anziana di novantacinque anni è stata soccorsa durante la giornata di ieri dagli operatori sanitari, i quali erano stati contattati dai familiari per il grave stato di salute della donna, la quale era affetta da gravi patologie ed aveva contratto anche il Coronavirus. I medici, dopo averla visitata, hanno comunicato alla famiglia che per lei c’era poco da fare, però i parenti decidono di lasciarla in casa piuttosto che portarla a morire in ospedale. A quel punto l’equipaggio va via, raccomandando a quest’ultimi di chiamare la guardia medica qualora fosse avvenuto il decesso. Il decesso, tuttavia, avviene poco dopo e sul posto si reca un operatore dell’Asl, il quale non aveva i dispositivi individuali per affrontare un paziente risultato positivo al Covid-19 e, invece di entrare, stila il certificato di morte “sulla parola”.

Ma è quello che è accaduto dopo che ha dell’incredibile.

Mentre i familiari erano intenti ad accudire il corpo con gli addetti delle pompe funebri, una nipote, forse spinta dallo scrupolo, decide di riapplicare il saturimetro alla signora, che ricomincia a dare parametri vitali, ossigeno e battiti cardiaci. A quel punto l’agenzia funebre rifiuta di proseguire le procedure del funerale e viene richiamata l’autoambulanza. Forse il macchinario non stava funzionando o quello dell’anziana donna era effettivamente l’ultimo respiro, fatto sta che soltanto la dottoressa poi, giunta sul posto insieme all’equipe medica del 118, ha decretato ufficialmente la morte della novantacinquenne.