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Nettuno, il nuovo vescovo di Albano monsignor Vincenzo Viva celebra la prima messa al Santuario

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Ha scelto il santuario di Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti per il suo primo pellegrinaggio a Nettuno monsignor Vincenzo Viva, nuovo vescovo della Diocesi di Albano. Ieri pomeriggio ha celebrato la sua prima messa su questo territorio insieme a tutti i parroci delle parrocchie di Nettuno. Una data non casuale quella del 16 ottobre; infatti monsignor Viva è stato invitato dal rettore del santuario padre Pasquale Gravante in occasione della ricorrenza della nascita di Santa Maria Goretti che venne alla luce il 16 ottobre del 1890. Un invito il quale monsignor Viva ha accolto con piacere, concelebrando insieme ai parroci delle chiese di Nettuno la Santa messa delle 18. Presente alla funzione religiosa il sindaco di Nettuno Alessandro Coppola, le autorità civili e militari. Monsignor Viva ha ringraziato padre Pasquale Gravante e ha salutato il sindaco Coppola (“che può contare – ha detto il vescovo – di avere la protezione di Santa Maria Goretti”) e le forze dell’ordine. Poi si è rivolto a Don Massimo Silla vicario della Diocesi per il territorio ringraziandolo per l’impegno e ha fatto gli auguri al sacerdote nettunese Alessandro Saputo che proprio ieri ha festeggiato i 22 anni di sacerdozio.
“E’ bello – ha detto monsignor Viva -, che c’è questa coincidenza con la ricorrenza del compleanno di Santa Maria Goretti”.
Un’omelia, quella del vescovo di Albano, incentrata soprattutto sulla figura di Santa Maria Goretti. “Sono felice – ha detto – che l’occasione di questo mio primo pellegrinaggio a Nettuno sia dato proprio dal ricordo del compleanno di Santa Maria Goretti nata il 16 ottobre 1890. Un appuntamento affettivo per quanti amano questa giovane martire, si sentono a lei legati ed esprimono attraverso il ricordo di questa data il loro affetto e la loro devozione. Sono convinto che anche io possa crescere nella devozione e nell’affetto per questa nostra sorella santa e martire, conoscendo l’effetto che ha avuto il suo martirio lungo la storia fino ai nostri giorni. Tante persone come me – ha proseguito il vescovo – continuano a sentirsi attratti da questa fanciulla piena di tante virtù umane e teologali, che nella sua tenera età ha sperimentato il martirio, riproducendo così un’immagine, perfetta possiamo dire, del mistero della croce di Gesù, riproducendo questa immagine nella sua carne innocente, con la sua straordinaria capacità di amore e di perdono”.

Al termine della funzione religiosa monsignor Vincenzo Viva e tutti i concelebranti sono scesi nella cripta raccogliendosi in preghiera davanti ai resti di Santa Maria Goretti.