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Antonella D'Emidio

Se un’insegnante è una persona capace di segnare dentro, allora il segno lasciato dalla maestra Antonella Di Emidio, portata via dal Covid in pochi giorni, è uno di quelli che restano impressi per sempre nella mente e nel cuore. La notizia ieri ha fatto rapidamente il giro delle nostre cittadine provocando dolore, sconforto e tristezza infinita in quanti – e sono tantissimi – l’hanno conosciuta e apprezzata per le sue grandi doti umane e professionali. A Nettuno, e prima ancora per un breve periodo ad Anzio, Antonella, 52 anni, originaria della provincia di Teramo, aveva infatti insegnato per oltre 25 anni, arrivata sui nostri lidi per il desiderio di vivere vicino al mare. Proveniva da Milano dove, appena diciottenne, era entrata in ruolo nella Scuola Materna prima di passare alle Elementari. Maestra da sempre dunque. E maestra per sempre, come rivelano i tanti messaggi che arrivano dagli alunni ormai adulti sparsi in tutto il mondo. Maestra nell’anima e nel cuore, nella capacità naturale che aveva di entrare in sintonia con tutti, di comprendere gli altri, di accogliere idee e punti di vista senza mai giudicare, di difendere la libertà di ognuno con straordinaria sensibilità e affermando le proprie convinzioni con estrema chiarezza e con la schiettezza che sempre l’hanno contraddistinta. Nonostante da qualche anno si fosse trasferita in Abruzzo, tornando nella sua Bellante che ora la piange straziata, a Nettuno e Anzio aveva una parte di cuore e tantissimi amici come testimoniano anche le centinaia di post che si rincorrono in queste ore sui social. Qui ci sono anche gli amici e le amiche dei figli, Damiano e Linda, la famiglia e gli amici del marito, Riccardo Polverari, conosciutissimo per il suo lavoro di istruttore nelle palestre della zona e per l’impegno nel sociale portato avanti da sempre dalla sua famiglia, con il Centro Primavera guidato ora dalla sorella Paola e fondato dalla madre, l’indimenticata Ester Martufi. La maestra Antonella, tra i tanti pregi, aveva due magnifici occhi azzurri, dai quali traspariva un animo limpido e pulito. Energica, forte, sorridente, appassionata del suo lavoro, di enogastronomia, di arte, di cinema, di musica, di teatro, di tutto ciò che è cultura, folklore, tradizione, era sempre impegnata in mille progetti, attenta alle esigenze dei più fragili, ai temi dell’equità e della giustizia. Il dolore e il vuoto che lascia nel cuore di chi l’ha amata sono pari forse all’enorme quantità di affetto e di stima che in centinaia stanno manifestando.
Alla famiglia le condoglianze e il ricordo affettuoso anche della nostra Redazione. (g.c.)