Home Cronaca Anzio/Nettuno, protesta studentesca per il rientro in didattica a distanza

Anzio/Nettuno, protesta studentesca per il rientro in didattica a distanza

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In una nota inviata al Ministro dell’Istruzione Azzolina, all’Ufficio scolastico regionale e ai dirigenti scolastici di riferimento, i rappresentanti degli studenti del Liceo Innocenzo XII, del Liceo Chris Cappell College e dell’ITIS Luigi Trafelli prendono posizione sul rientro in didattica a distanza.
Siamo giovani – scrivono in una lunga e accorata nota – abbiamo tanto da vivere e da imparare, ma non possiamo essere così passivi nel momento in cui è in gioco il nostro futuro.
All’inizio del nuovo anno scolastico abbiamo potuto sperimentare la didattica mista (DDI). Una classe divisa di cui una metà in presenza e una a distanza. Un docente che si deve relazionare a entrambe le parti in modalità diverse e conseguentemente con risultati di apprendimento diversi. È inevitabile infatti – continua la nota – che, mentre i ragazzi che si trovano in classe a seguire la lezione partecipano attivamente, quelli che seguono da casa riscontrano diverse difficoltà. È difficile seguire la lezione e gli interventi degli altri studenti non essendo fisicamente in classe ed è dunque inevitabile che i professori non riescano a rapportarsi con essi in egual modo. Non siamo al passo con i programmi – continuano – e abbiamo ben compreso che la didattica mista prevede una grande perdita di tempo. Andando oltre i problemi di connessione e di strumentazione (a cui le scuole sicuramente hanno cercato di provvedere) e le varie problematiche di cui abbiamo precedentemente discusso, la didattica mista ha messo in evidenza quelle problematiche preesistenti della scuola e dello Stato italiano: edifici al collasso, aule piccole o non disponibili, classi pollaio composte da 30 studenti e trasporti inefficienti.
Come studenti non vediamo l’ora di tornare in presenza senza alcun dubbio, ma una buona didattica è ciò di cui abbiamo bisogno maggiormente e al più presto. In un momento emergenziale in cui i contagi aumentano e non ci sono disponibilità di aule abbastanza grandi da poter assicurare la sicurezza e il distanziamento, l’unica nostra alternativa è la didattica a distanza al 100% in cui il docente si relaziona ad una classe intera senza disuguaglianze di apprendimento e senza alcuna perdita di tempo.
Pertanto – conclude la nota – comunichiamo alle S.V. che, avendo provveduto ad un sondaggio, gli studenti sono contrari ad un rientro in presenza con la didattica mista dal giorno 18 gennaio 2021. Gli studenti, per non perdere le lezioni e poter proseguire con i programmi, si collegheranno ugualmente alla lezione in didattica a distanza garantendo il Diritto allo Studio (articoli 33 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana). L’obiettivo dello “sciopero” infatti non è quello di andare contro la dirigenza delle nostre scuole o quello di perdere ore di lezione, ma al contrario di proseguire con il metodo didattico più idoneo ed efficace per la nostra sicurezza e per il nostro futuro”.