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Francesco Bruno al Cairo Jazz Festival. L’intervista all’organizzatore

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Abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda all’organizzatore dell’importante Festival egiziano che parlando del Jazz Festival da lui pensato e creato, ha avuto parole di stima e apprezzamento per Francesco Bruno ed il suo Quartetto jazz, invitati per la prima volta a Il Cairo.
Come è nata l’idea di realizzare il festival?
Sono un pianista e questa è la mia attività da oltre trenta anni. L’Egitto ha una lunga tradizione nell’ambito del jazz, simile a quella del jazz in Europa e abbiamo sempre tenuto molti eventi, concerti e seminari di jazz, ma di fatto non avevamo un vero e proprio jazz festival al Cairo. Nel 2002 ebbi occasione di fare un lungo tour con la mia band in America e in Europa, partecipando a molti jazz festival. In quella occasione realizzai quanto meraviglioso fosse vivere un’esperienza del genere, e pensai che un paese come l’Egitto ed una città come il Cairo, così importante dal punto di vista storico e culturale, dovessero avere un proprio jazz festival.
Quando ha realizzato la prima edizione del festival e come è stato possibile?
Nel 2009 al fine di sondare il terreno, con l’aiuto di due miei colleghi musicisti del Cairo, demmo vita alla prima edizione del festival in cinque giornate e la risposta fu veramente molto buona! Il festival venne realizzato in collaborazione con un centro culturale indipendente che al tempo era molto attivo. Il direttore del centro apprezzò molto la mia idea. Il cast vedeva al novanta per cento musicisti egiziani, ma invitammo anche formazioni dalla Germania, Bulgaria, con nomi popolari nell’ambito della fusion e world music. Andò tutto per il meglio e avemmo un grande riscontro dai media: fu così che la prima edizione prese vita.
E’ stato coraggioso realizzare quest’anno il festival con tutte le restrizioni in atto: ci racconti qualcosa a tal proposito
Personalmente non amo le restrizioni ed essendo anche un medico, in contatto con l’ambiente medico, conoscendo la situazione, sapendo che la mia opinione potrebbe aver scioccato qualcuno, ho voluto fortemente questa edizione del festival e devo dire che siamo stati piuttosto fortunati nel riuscire a realizzarlo nel migliore dei modi. Il Ministro della Cultura è stato con noi cooperativo, così come tutta la comunità del Jazz. Sono molto soddisfatto di averlo potuto realizzare rendendo felici tutti coloro che lo hanno seguito!
Quanti musicisti sono stati coinvolti in questa edizione?
Abbiamo avuto circa ottanta musicisti. Avremmo dovuto avere anche molti altri grandi nomi del jazz, specialmente dall’Europa, ma a causa di questa situazione purtroppo ci sono state molte cancellazioni per i problemi relativi alle trasferte dei musicisti.
Come ha incontrato Francesco Bruno e perché ha deciso di invitarlo al festival?
Ho incontrato Francesco circa tre anni fa in Slovacchia a Kosice, in occasione dello showcase dell’etichetta Hevhetia, organizzato dal mio amico Jan Sudzima, evento al quale entrambi eravamo stati invitati e dove successivamente, nel 2019, Francesco si è esibito con il suo quartetto, presentando il suo nuovo lavoro “Blue Sky Above The Dreamers” pubblicato appunto dalla Hevhetia. Francesco, come pure sua moglie, è persona amabile ed è un grande musicista. Rimasi molto attratto dalle sue composizioni, dalle sue idee, così profonde, pensai dunque ad una sua partecipazione al festival. Ne parlammo e lui mi disse che sarebbe stato felice di far parte del cast, ma non riuscimmo a trovare per tempo i fondi per l’edizione 2019. Quest’anno abbiamo avuto il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo e della Comunità Europea per la sua partecipazione, ma sfortunatamente il gruppo è stato impossibilitato a volare da Roma al Cairo per varie problematiche relative alle restrizioni in atto. Per non rinunciare alla sua partecipazione al festival ho proposto a Francesco di realizzare un video live del concerto in studio con il suo quartetto, da poter trasmettere nella hall del concerto come previsto dal programma. Il video live realizzato è bellissimo e ha avuto grande riscontro dal pubblico che lo ha seguito. A di là di questo prezioso contributo spero in futuro di poter riuscire a portare dal vivo Francesco con la sua band sul palco del Cairo Jazz festival!

di Roberto Amati